Il Milan, i Cinesi e il rossonero scettico

E di fronte all'incredulo, si materializzano i Cinesi e poi pure gli americani...

di Franco Ordine

Chi è lo scettico? Dallo Zingarelli (vocabolario) apprendiamo che lo scettico equivale a “incredulo, persona proclive a dubitare di tutto”. E così sia. Lo scetticismo nato, cresciuto e dilagato intorno all’identità prima dei cinesi potenziali acquirenti del Milan e poi sulla loro solidità finanziaria, fa parte del gioco. Molti italiani noti in Cina per il calcio, da Fabio Cannavaro a Marcello Lippi, hanno sempre riferito la stessa risposta al quesito medesimo: “Nessuno li conosce”. I dubbi si sono moltiplicati per via dei due rinvii del closing mettendo in un cantuccio il dettaglio non trascurabile del pagamento di 250 milioni di euro quali caparre.

Adesso i cinesi sono apparsi, si sono materializzati. Non solo. A dispetto del loro silenzio nel giorno della presentazione ufficiale, abbiamo saputo i particolari finanziari dell’operazione. E cioè: 1) che mister Li è accreditato dalle banche di affari di un patrimonio di 600 milioni; 2) che, dopo il divieto del governo cinese di esportare capitali all’estero specie per imprese di discutibile reddito, è riuscito a chiudere la trattativa ottenendo dal fondo Elliott un prestito di 303 milioni a un tasso elevato (11%); 3) che entro 18 mesi dev’essere in grado di restituirlo e per farlo ha due strade davanti: la riapertura del governo cinese o la quotazione in borsa. La morale allora è la seguente: i cinesi esistono ma sappiamo pure che oltre ai cinesi, dentro la pancia del Milan, ci sono pure gli americani!