Il Milan tra inadempienze, poca chiarezza e tanta confusione

Milan, tutto quello che sembrava solido oggi è solo complicato

di Max Bambara

In qualsiasi analisi ci si deve limitare solo ed esclusivamente ai dati noti e non contestabili. Lasciar da parte congetture ed illazioni è il modo migliore per provare a ragionare sui fatti, pur tenendo conto che ci sono tanti aspetti che sfuggono e che non possiamo conoscere. Di certo inoltre, non abbiamo nemmeno gli strumenti adatti a renderci totalmente informati sull'argomento. La premessa socratica è d'obbligo per affrontare il tema Closing. Ci sono due parti contrattuali, Fininvest e SES, che hanno stipulato un contratto preliminare ad inizio Agosto 2016 in cui è stata riconosciuta una valutazione di mercato del Milan ed in cui si sono presi degli impegni precisi ai fini della conclusione dell'operazione. Un contratto preliminare anticipa la volontà delle parti ed obbliga le stesse a rispettare quanto pattiziamente sottoscritto in un dato termine. Carlo Festa sostiene che il Milan valga circa 520 milioni debiti compresi e che una valutazione troppo alta abbia sinora allontanato singoli investitori. Si tratta di una sua opinione e come tale va registrata. Nel contratto preliminare firmato in agosto, c'è comunque una controparte, SES, che ha accettato il valore del club per 740 milioni di euro, debiti compresi.

Ora, nel mercato non esiste una valutazione data o fissa del valore di un Club: la valutazione può cambiare in base alle offerte. Se un club è in vendita, è il mercato a fare la cifra ed un contratto preliminare pubblicamente sottoscritto riconosce al prezzo individuato un valore molto più pregnante di qualsiasi opinione, pur rispettabile. Il problema, oggi, non è quindi il prezzo della cessione che è un elemento dato e non contestato nel contratto preliminare. La criticità nasce perché c'è una parte inadempiente per ragioni che non sembrano troppo chiare. Su quelle ragioni bisogna concentrare l'attenzione, non certo sulla parte venditrice che mai è stata inadempiente. Se c'è qualcuno che deve fornire delle spiegazioni, in questo momento, è proprio SES e non la Fininvest. Le domande a cui dare risposta sono 3. Si è sfaldata la cordata? Perché uno o più soci si sono tirati indietro? Cosa cambia tutto questo in termini di solidità della cordata stessa? Concentrare l'attenzione su questi tre aspetti, al momento poco noti, può essere l'unico elemento determinate per porre chiarezza in questa complicata faccenda. Il resto rientra nelle congetture, nelle ipotesi, nelle illazioni e nel complottismo. Aumenta la confusione e, di certo, non la diminuisce.