Il Milan e gli effetti del nuovo modulo, circolazione e attacco all'area

Il 3-5-2 del Milan conferma: uscita della palla più veloce e attacco più profondo all'area di rigore

di Max Bambara

La difesa a quattro fa parte dei cromosomi del Milan. Il trentennio berlusconiano ha avuto una sola appendice di tre anni in cui si è scelto di giocare a tre dietro. Era l'estate del 1998 ed Alberto Zaccheroni arrivava sulla panchina del Milan dopo alcuni anni ad alti livelli in quel di Udine. Con la sua difesa a tre il Milan vinse un campionato, arrivò terzo l'anno dopo ma non convinse mai il Presidente e, per la verità, nemmeno tanti tifosi. La ragione va ricercata in un eccesso di dogmaticità di Zaccheroni, persona perbene e professionista attento, ma limitato in carriera da schemi mentali sul calcio forse troppo assoluti. Questo breve excursus storico è utile per capire la differenza coi giorni nostri. Da poco, Vincenzo Montella ha annunciato come definitivo il passaggio alla difesa a tre e ciò ha creato, nell'immaginario parlamento rossonero, qualche inevitabile divisione. I puristi della linea a 4 infatti, continuano a sostenere che la difesa a 3 sia in realtà una difesa a 5 mascherata e che il Milan con 5 difensori non sia la migliore delle soluzioni. I puristi hanno ragione sul piano formale, ma non su quello sostanziale perchè considerare semplicemente difensori due moti perpetui e costanti come Calabria e Rodriguez potrebbe apparire un tentativo di deminutio non onesto sul piano meramente intellettuale.

La sostanza dice altro.

Montella è infatti passato al 3-5-2 per due ragioni. In primis, perchè questo sistema di gioco rende più rapida e meno complicata l'uscita della palla dalla fase difensiva ed in secondo luogo perchè questa strutturazione permette alla squadra di attaccare meglio l'area di rigore avversaria. Osservate un fermo immagine del primo gol rossonero segnato contro l'Udinese: sul cross di Ricardo Rodriguez, in area, ci sono 4 giocatori del Milan (Bonaventura, Kalinic, Kessie e Calabria) e subito fuori c'è Suso a ridosso della stessa. Il 4-3-3 non riusciva a proporre una soluzione del genere perché, in quel sistema, se Bonaventura aggrediva l'area di rigore, Kessie rimaneva a protezione e viceversa. Con il 3-5-2 ciò è possibile perchè ci sono i tre centrali più Biglia che proteggono e questo dà equilibrio alla squadra. Nel 4-3-3, semmai, l'area doveva essere aggredita dagli esterni offensivi Suso e Borini che, per caratteristiche, non lo fanno con la dovuta continuità. Le ragioni del cambio pertanto sono figlie delle necessità della rosa e non di una scelta filosofica. Montella, a mio avviso, continuerà su questa strada perchè è la più logica e, ad ora, anche la più redditizia.