Il derby delle vendite, Moratti su Berlusconi, io più trasparente

Cessioni Club milanesi: Moratti dimentica la Merdeka e stuzzica direttamente Berlusconi

di Mattia Marinelli

Lo scenario delle ultime ore è noto per alcuni, precipitato per altri. A New York, la città del fondo Elliott e del fondo Highbridge che si contendono la responsabilità e la titolarità del debito del Milan, è sceso in campo il New York Times, lo stesso che aveva definito Di Maio, Movimento Cinque Stelle, un non lavoratore e un non studente, non in grado di diventare premier.

Restando al Milan, il NYT ha preso posizione accusando Yonghong Li di essere un nullatenente e di avere padre e fratello in carcere. Lui, il presidente del Milan, che vive liberamente a Hong Kong con la sua famiglia, ha deciso di non rispondere a quelle che ritiene delle falsità. La stampa italiana intanto inzuppa il pane nella broda fornita dal prestigioso quotidiano statunitense.

Una delle domande è: ma se Yonghong Li fosse davvero così orribile, perchè Silvio Berlusconi gli ha ceduto il Milan? Su questo era intervenuto, poche ore prima, niente meno che il dirimpettaio cittadino Massimo Moratti. Fra i due non ci sono mai state polemiche dirette, questa volta però l'ex numero uno dell'Inter prende una posizione decisa scrivendo formalmente a Repubblica: "Non c'è alcuna smiglianza fra le cessioni da parte mia di quote dell'Inter a Thohir e le caratteristiche vengono attribuite alla vendita del Milan al gruppo cinese da parte di Silvio Berlusconi. L'operazione si è svolta in piena trasparenza nel giro di pochi mesi, non c'è alcun paragone o similitudine".

Una presa di distanza in piena regola, come dire io sapevo a chi vendevo, mentre tu...In realtà tutti ricordano come la presidenza Thohir non fu particolarmente brillante e come dovette cedere in maniera quasi disperata a Suning per svitare un futuro fosco all'Inter. Lo ricorda la stessa Repubblica oggi a pagina 57: "Ricordiamo che Thohir ha rifinanziato il debito contratto per acquistare l'Inter concedendo in pegno le azioni della società a una finanziaria delle isole Cayman, la Merdeka, di cui nessuno ha mai conosciuto i proprietari".

 

 

 

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