Il derby è una rondine ma il Milan insegue la sua primavera

Il derby del Milan: la firma del gruppo, la speranza di una svolta

di Marco Scipioni

Primo tempo supplementare, 104 minuti sul cronometro: Cutrone difende palla spalle alla porta, riesce ad appoggiare a Kessie che allarga sulla destra per Suso il quale vede il movimento al centro dell’area interista di Patrick Cutrone che beffa la difesa nerazzurra e porta in vantaggio il Milan. L’importanza della partita, valida per l’accesso alla semifinale della Coppa Italia, era stata sottolineata dallo stesso allenatore rossonero, Gennaro Gattuso, sicuro, alla vigilia del match, che quella con l’Inter sarebbe potuta essere la partita della svolta. E così è stato.

Proprio l’ex calciatore rossonero ed ora saldamente alla guida della squadra milanista è stato il grande protagonista: in piedi per tutti i 120 minuti, senza cappotto e sotto la pioggia, senza abbassare mai la tensione se non al 117’ per accennare il primo sorriso alla visione del traguardo. Traguardo tagliato alla ‘Scala del calcio’, a Milano, la città del ‘Teatro alla Scala’, uno degli edifici culturali più importanti del mondo. San Siro come un teatro, Gattuso come un direttore d’orchestra che, per ogni nota, ogni passaggio, guida i propri musicisti, i propri calciatori con il solo fine di rendere il più armonica possibile la sinfonia, non perché i suonatori non sappiano suonare.

LA SFORTUNA HA CAMBIATO DIREZIONE –Tuttavia le premesse non sembravano così favorevoli, basti pensare all’infortunio di Gianluigi Donnarumma poche ore prima del derby oppure al guaio muscolare subìto da Storari addirittura a pochi minuti dal fischio d’inizio dell’arbitro Guida oppure ancora alla traversa colpita da Suso sul finale dei tempi regolamentari, cosa che avrebbe potuto abbattere quasi chiunque perché durante la partita di ieri sul bagnato ci pioveva davvero, anzi diluviava, incessantemente. Poteva abbattere chiunque, ma non Gattuso e il suo Milan che, ieri sera, hanno vinto il loro Mondiale, vittoria che comunque non significa essere arrivati a dama, non significa aver terminato la stagione, bensì vuol dire aver ricominciato a correre e aver ritrovato l’orgoglio dei giorni migliori e questo non è poco.

LA PANCHINA C’E’ E NON E’ CORTA – La panchina corta, la rosa non all’altezza, calciatori sopravvalutati. Questi erano alcune delle più grandi accuse che, fino ad oggi, addetti ai lavori o tifosi hanno rivolto alla squadra rossonera. Tuttavia se le critiche in questi primi mesi potevano sembrare corrette, la vittoria nel derby di Coppa Italia ha smentito questi luoghi comuni: Antonio Donnarumma, portiere di riserva e titolare contro l’Inter, si è dimostrato assolutamente all’altezza salvando il risultato in diverse occasioni; il subentrato Davide Calabria, così come avvenuto per l’ex centrocampista del Bayer Leverkusen, Hakan Çalhanoğlu, ha dato prova di essere in grande ripresa e di poter essere affidabile. Menzione particolare la merita l’autore del gol partita, Patrick Cutrone, alla prima vera stagione da calciatore professionista e già autore di 9 gol stagionali, distribuiti in tutte le competizioni fin qui disputate (2 in campionato, 2 in Coppa Italia, 5 in Europa League).

INTER-MILAN, DIVARIO NON COSÌ AMPIO – Inter e Milan sono davvero due squadre con un divario di 16 punti l’una dall’altra, come emergerebbe dalla classifica dell’attuale Serie A? Ci sono davvero sette squadre tra le due milanesi? A giudicare dalla prestazione degli uomini di Spalletti e Gattuso nell’ultimo match non sembrerebbe e le ipotesi, in tal senso potrebbero essere sostanzialmente due: la distanza c’era nei primi mesi della stagione in corso e si è assottigliata ultimamente complici i problemi dei nerazzurri e la ripresa dei rossoneri delle ultime settimane; la distanza non è mai stata poi così marcata, quindi, come l’Inter lotta per le posizioni più importanti della Serie A, così anche il Milan, non fosse stato per l’amalgama complicata da trovare in poco tempo, avrebbe potuto posizionarsi nelle zone alte della graduatoria. Quello che tuttavia sicuramente emerge è la scossa che Gattuso sta riuscendo a portare nell’ambiente rossonero, oltre al grande lavoro circa l’unione del gruppo e la voglia di lottare sul campo in maniera compatta e corta.

Se sarà solo una rondine che non farà primavera oppure se sarà davvero l’inizio di una nuova primavera rossonera, lo dirà soltanto il tempo, ma i motivi perché i tifosi rossoneri siano ottimisti, ci sono.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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