Il cuore di San Siro per Totti come per Baggio, ma non per Maldini

Il Totti negato all'affetto di San Siro: era stato cosi' anche per Roberto Baggio - E cresce il rimpianto per quel saluto a Paolo Maldini...

di Franco Ordine

Per molti osservatori, specie di fede e di anagrafe romana e romanista, è stata un’autentica sorpresa. San Siro ha tributato a Francesco Totti, fin dall’annuncio della sua presenza in panchina, un’autentica ovazione. Poi è spuntato uno striscione della curva sud, quindi al coro “c’è solo un capitano” intonato dalla fettina di pubblico romanista è partito un applauso collettivo dello stadio che ha fatto venire la pelle d’oca anche allo stagionato cronista. È fuori luogo solo la meraviglia. Perché San Siro, da questo e da molti altri punti di vista, è un teatro europeo, è abituato a tributare il giusto trionfo ai fuoriclasse che ne hanno calpestato l’erba o che hanno incantato con le rispettive prodezze.

Stesso trionfo è stato riconosciuto a Roberto Baggio il giorno in cui, proprio a San Siro al cospetto del Milan, decise di farsi da parte con la maglia del Brescia sulla pelle e al braccio la fascia di capitano con le insegne dell’Unicef. Solo a Paolo Maldini, per via di un velenoso contenzioso con gli ultrà, il suo stesso popolo, non è stato riconosciuto lo stesso trattamento. Per sua fortuna, nel cuore di Paolo, deve essere rimasto lo striscione pubblicato dalla curva rivale interista e ancora meglio la standing ovation dello stadio di Firenze il giorno del suo malinconico congedo.