Fassone-Raiola, comunicazione a confronto

Fassone-Raiola, la comunicazione fa la differenza fra compattezza e pretesti

di Max Bambara

Da molto tempo non si notava una comunicazione rossonera così solerte, pronta ed attenta da parte dei dirigenti milanisti. La gestione del “caso Donnarumma” sotto questo punto di vista è stata perfetta. Mino Raiola probabilmente non si aspettava un tifo rossonero così compatto attorno alla nuova dirigenza del club ma, contestualmente, non era pronto ad un Milan capace di prevedere ed anticipare le sue mosse. L’intervista di Marco Fassone al Corriere della Sera, uscita nella notte fra domenica 18 giugno e lunedì 19 giugno, è perfetta per la tempistica in quanto esce immediatamente dopo la sua improvvida intervista chiusa con giornalisti scelti per l’occasione. Inoltre è adeguata e dettagliata nei contenuti, in quanto l’amministratore delegato milanista non sbaglia un singolo colpo.

Smonta con serenità qualsiasi possibile atteggiamento intimidatorio o velatamente minaccioso da parte del Milan verso il suo portiere. Fa poi un discorso di sistema che mette in un angolo il Raiola mercante, per porre al centro dell’attenzione il calcio italiano nel suo insieme ed il pericolo concreto che un eccesso di potere e di autorità in capo a certi procuratori possa condurre ad uno svuotamento delle risorse dei club a vantaggio della mera tasca dei singoli agenti. Mette poi Gigio al centro della scena rendendolo consapevole della scelta che può ancora fare. Se ci ripensa il Milan c’è. Nessun astio, nessuna ostilità, nessuna parola velenosa. Solo aperture, sottolineature garbate ma ferme e riproposizione del ruolo del club sulla scena principale. Se c’è stata una regia dietro tutto questo non si può che definirla impeccabile.