E' la compattezza il vero gioco del Milan

Il commento di Adani e il segreto del Milan

di Max Bambara

Uno dei più arguti commentatori di Sky Sport, l’ex difensore Lele Adani, nel post partita di sabato sera ha mirabilmente rappresentato con una semplice frase quella che è l’attuale dimensione del Milan. “Una squadra che dove non arriva col gioco riesce ad arrivare con la compattezza”.Adani è da sempre molto brillante nelle sue analisi e nella capacità di cogliere sfumature e dettagli inerenti il campo. Anche stavolta, a mio avviso, azzecca il suo giudizio. Ad undici giornate dalla fine, il Milan è infatti pienamente in corsa per la qualificazione all’Europa League ed ha ancora la possibilità matematica di agganciare il terzo posto che significa Champions League (sette punti sono un discreto margine, ma non un muro invalicabile), nonostante abbia soltanto il nono attacco del campionato. Inoltre il Milan sta tenendo una media punti che mai aveva avuto nelle scorse annate (1,85 punti a partita) e deve ancora affrontare le ultime 5 squadre della classifica nel suo girone di ritorno. La compattezza della squadra è l’elemento più emergente del lavoro di Montella, perché il Milan è sempre quadrato in campo, sa cosa fare e riesce a non perdere mai la testa, anche nelle situazioni più difficili. L’unica vera sberla in termini di punteggio quest’anno è stata subita a Genova contro i grifoni: una sconfitta che è stata molto utile per la crescita del gruppo. Il Milan di marzo 2017 è molto diverso dal primo Milan a cui Montella aveva trovato una quadra a settembre 2016. Rispetto a quell’impianto di squadra sono usciti De Sciglio, Bonaventura, Montolivo e Niang. Tre infortuni ed una cessione dovuta a motivi probabilmente non di campo. Nonostante ciò, il Milan non si è sfaldato ed è comunque riuscito a trovare equilibri nuovi, diversi. L’attenzione, in questa stagione, è diventata una componente valoriale preziosa che, unita alla capacità di essere squadra ha favorito, nei mesi, la crescita esponenziale di Locatelli, l’impatto positivo di Pasalic, i gol di Lapadula, la scoperta di Vangioni, l’innesto prezioso di Sosa, l’inserimento indolore di Deulofeu, i primi bagliori di Ocampos. Il Milan di oggi è la risultante perfetta di un lavoro di tanti mesi, a volte invisibile, altre volte riconosciuto. C’è un’organizzazione di gioco che non porta a toccare vette di qualità eccelse. Per certe vette serve investire su quest’organico che ha dei limiti noti e risaputi. La compattezza però è quel valore che nasce dall’organizzazione, che permette alla squadra di non allungarsi mai sul campo, di non perdere le distanze tra i reparti, di non iniziare mai a ragionare individualmente. Questo senso del collettivo nel Milan 2016-2017 si coglie e si assapora pienamente. Non è dato sapere se basterà per raggiungere un posto in Europa, ma è una base importante da cui partire. Una base da tenersi stretta.