Da Kakà 2009 a Gigio 2017, l'evoluzione di una tifoseria

Dal "Non si vende Kakà" a Donnarumma: l’evoluzione del tifo milanista

di Carmelo Catania

La questione del rinnovo di Donnarumma sta tenendo banco in questi giorni, ancor più adesso che il calcio giocato è andato in vacanza. La testa va già alla prossima stagione con il calciomercato a far da padrone. Ma se da un lato i tifosi rossoneri possono dormire sonni tranquilli, dall’altro la questione Donnarumma continua a produrre incubi. Le recenti dichiarazioni di Fassone e Raiola non sono passate inosservate. C’è preoccupazione ma anche qualche crepa. Fino a qualche anno fa, il tifoso rossonero viaggiava sullo stesso treno con un'unica destinazione condivisa. Oggi invece i tifosi sono su 3-4 treni differenti. Sono lontani i tempi in cui ci si schierava compatti nella lotta per tenere Kakà in rossonero. Dei soldi arabi non fregava niente a nessuno. Mettere in discussione la morale di Kakà nemmeno a parlarne. Kakà non si vende, non si tocca. Eppure il City allora offriva cifre record per quegli anni, ma al milanista non interessava. Tutti a cantare sotto casa di Kakà.

La sua cessione l’estate successiva è una ferita ancora aperta che tutt’oggi lascia pesanti strascichi sul modo di pensare del tifoso. Qualcuno iniziò a pensare a come la squadra potesse rinforzarsi in caso di cessione. Arrivò il solo Huntelaar per 15 milioni. Qualche anno dopo la doppia cessione Ibra-Thiago segnò un punto di non ritorno. Fine della luna di miele tra i tifosi e Silvio Berlusconi. Da lì in poi il tifoso rossonero non è stato più lo stesso. Meno spazio al cuore e più spazio al cervello. Si è diventati tutti economisti, ingegneri ed esperti di finanza. Adesso, in un momento in cui forse ci si dovrebbe schierare tutti dalla stessa parte, il tifoso è più spaccato che mai. Chi ragiona con il cuore, chi con il portafoglio. Donnarumma va tenuto a tutti i costi, no Donnarumma va ceduto. Chi vede Donnarumma come un simbolo da cui ripartire e chi lo vede solo come un portiere facilmente rimpiazzabile. Anni fa, il 99% dei tifosi si sarebbe schierato dalla prima parte, oggi si è in netta minoranza.

Ieri ha dato l’addio alla Roma Totti. Un totem di un calcio che non c’è più. Spesso si da la colpa ai calciatori, troppo attaccati ai soldi e al successo, ma forse la colpa è anche di noi tifosi. Il calcio è cambiato, e con lui anche i suoi tifosi…