Da Genova a Sassuolo, la questione Zapata in casa Milan

Zapata/Musacchio, il segnale delle questioni di campo che Montella è chiamato a risolvere

di Max Bambara

La partita fra Sassuolo e Milan suggerisce una constatazione in merito alle critiche pretestuose sinora portate al nostro allenatore. Ieri sera infatti fra i migliori in campo c'è stato Zapata, elogiato da tutti per l’interpretazione del ruolo come terzo centrale di destra della difesa a tre.Ebbene, in tanti ricorderanno come Montella, dopo la sconfitta di Genova, sia stato criticato ai limiti della decenza da ogni dove per aver preferito Zapata a Musacchio. In realtà la scelta aveva ed ha tuttora una sua logica perchè il colombiano dà senso alla linea a tre in quanto ha i tempi di uscita sull'esterno avversario che l'argentino non possiede e in più permette alla linea di giocare più alta grazie alla sua rapidità sui 30 metri. Questo consente al Milan di essere più compatto, perché accorcia le distanze fra difesa e mediana, il vero tallone d’Achille di questo Milan che è stato costruito senza un interditore puro in mezzo. Il problema di Zapata, come sempre, è la concentrazione. Da un momento all'altro può inventarsi una cappellata. Non fosse stato così avrebbe certamente fatto un’altra carriera perché i mezzi del colombiano sono eccellenti. A Genova fece due errori grossolani che furono determinanti per la sconfitta.Montella però era costretto a schierarlo contro la Sampdoria ed è costretto a schierarlo quasi sempre dopo un accantonamento “popolare”, in quanto una difesa senza marcatori rapidi è troppo attaccabile con palloni verticali. Ciò porta la linea ad abbassarsi inconsapevolmente, creando le voragini fra difesa e mediana che, ad esempio, hanno portato al gol di Dzeko, la marcatura che ha purtroppo indirizzato in negativo la nostra stagione.

Orbene, quando qualcuno fa cenno ad una rosa costruita male, ci si riferisce a queste sfumature di campo che costringono l'allenatore a schierare un giocatore "discutibile" come Zapata perchè non ha alternative nel ruolo. Musacchio infatti è un regista difensivo che non ha le stesse caratteristiche del giocatore colombiano. Globalmente è un giocatore più completo di Zapata, ma nell’interpretazione del ruolo di terzo centrale della linea a tre fa fatica, a differenza dell’ex Udinese che si trova nel suo ruolo. Mutatis mutandis, la medesima problematica esiste nel reparto offensivo. Non avendo un mediano in grado di dare equilibrio alla squadra(perché Kessiè è una mezzala pura) Montella non può schierare quattro giocatori offensivi perchè il Milan va sotto coi numeri in mezzo al campo. La manovra d’attacco ha sicuramente meno soluzioni, ma qualsiasi allenatore riesce a far sviluppare un gioco alla sua squadra solo dopo aver trovato un equilibrio fra i reparti che eviti imbarcate su palle perse e ripartenze avversarie. Per tali ragioni chi scrive non mi si è mai accodato al codazzo polemico che vede in Montella il responsabile di ogni male in questa stagione. L'allenatore, senza dubbio, ha commesso errori e sbagliato alcune scelte. La rosa tuttavia è male assemblata e tende a facilitare gli sbagli perché non basta alzare la qualità dell’organico se lo stesso non è plasmato su un modulo tattico coerente e non ci sono i giocatori giusti al posto giusto. Il fatto che la società sia nuova, meriti fiducia ed assoluta comprensione nelle scelte, non significa automaticamente che l’allenatore vada scaricato da tutti come un carneade qualsiasi. Montella non solo non è un incompetente, ma il suo curriculum da allenatore è molto più pregnante e considerevole di tante opinioni da social, libere e rispettabili,ma spesso vincolate agli umori del momento e poco legate agli aspetti pratici del campo. Il calcio è senza dubbio una questione di opinioni, ma per chi guarda al campo è principalmente una questione di equilibri. Gli allenatori, loro malgrado, non sfuggono a questa ovvia evidenza.

 

 

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