Come vivono i tifosi del Milan le settimane pazze del pre-closing

Milan, in gioco l'onore e il rispetto

di Giorgio Borrini

Anno 2017 d.C. l’anno zero, quello del closing, tanto agognato, quello del passaggio epocale tra il Milan di Silvio Berlusconi e quello “cinese”. Un Milan che rinasce il 3 marzo sotto il segno dei Pesci. Una delle squadre al mondo con più storia, con più titoli, con più onore. Chi il Milan l’ha vissuto per gran parte della sua vita lo sa, come lo percepisce chiunque entri a Casa Milan, museo che trasuda storia, tradizione, blasone ed onore. Peccato che a cotanta gloria non corrisponda il dovuto rispetto di un mondo mediatico spesso pretestuosamente ostile, di un “Palazzo” indifferente, di una classe arbitrale che quando incontra il Milan ha la puzzetta sotto il naso… Un’ostilità che nacque con l’avvento di Berlusconi, che andò a scardinare meccanismi consolidati di casta e potere, e che il tessitore Galliani seppe in qualche modo azzerare col tempo. Esautorato parzialmente quest’ultimo, causa l’imposizione dall’alto del doppio A.d., il Milan si è ritrovato ben presto nelle sabbie mobili, complice una transizione societaria lunga e sofferta, che ha peggiorato la situazione e non di poco. Ed i primi a non poterne veramente più sono i tifosi, stanchi del doppiopesismo mediatico, di telecronache “faziose contro”, di commentatori, giornalisti e opinionisti - Ambrosini docet - polemici e saccenti. Senza contare i reiterati arbitraggi palesemente ostili, manco il Milan fosse l‘ultima provinciale, minimizzati o passati sotto silenzio con la consueta maliziosa nonchalance.

E non è certo sufficiente la recente partita col Sassuolo per compensare mesi e mesi di episodi contro. Ma il culmine si è toccato con questo closing. Inizialmente, è vero, probabilmente mal gestito dagli stessi protagonisti - ora Ses ha un ufficio stampa italiano decisamente più efficace - ma su cui orde di sciacalli si sono buttate al fine di disinformare, mistificare e alzare polveroni. Ciò che fa più male è il fatto che anche dichiarati professionisti di fede rossonera si sono impuntati su fantasmagorici quanto improbabili scenari e su un ostinato negazionismo di basso profilo. Senza contare che tv locali lombarde, da mesi, ci marciano con trasmissioni al limite del trash, con una deriva che tanto rassomiglia ai peggiori tabloid scandalistici inglesi. Detto ciò, se negli ultimi tempi la società Milan per motivi noti è venuta a "mancare”, la prima mossa della nuova proprietà dovrà andare nella direzione della riconquista di quell’autorevolezza che ha contraddistinto l’A.C. Milan per molti anni. Non solo la cura della parte sportiva dunque: è quanto mai auspicabile una dirigenza che ritorni ad essere protagonista nel “Palazzo” con un suo peso politico specifico, quantomeno alla pari delle concorrenti più blasonate, e soprattutto riconquistare quel rispetto che è sempre più venuto a mancare... per riportare il Milan ai livelli che gli competono, in tutti i sensi!