Come può e deve cambiare il Milan senza Bonaventura

Milan-Bonaventura: una brutta botta, le possibili soluzioni

di Max Bambara

La botta è stata forte, inutile negarlo. Qualsiasi milanista, quando ha saputo dell'infortunio occorso a Jack Bonaventura, dell'operazione necessaria e dei 4 mesi di inattività, ha avuto dentro di sé un sussulto di negatività e pessimismo. Bonaventura, per il Milan, rappresenta il giocatore chiave, l'elemento fondamentale nelle due fasi di gioco, quello capace di dare brio ed imprevedibilità all'azione offensiva, bravo a portare ogni tanto qualche gol pesante nella cornice delle sue prestazioni. Dopo la botta però, è necessario rialzarsi e pensare a delle soluzioni. Impossibile pensare che Montella si sia abbandonato alla drammatizzazione e ai brutti pensieri. C'è ancora mezza stagione da giocare, ben 17 partite dalle quali dipende la possibilità di un ritorno del Milan nelle coppe europee. Ed allora, ad avviso di chi scrive, le soluzioni sono soltanto due dal punto di vista tattico. Continuare con l'attuale sistema di gioco oppure virare su una strutturazione diversa e meno legata al possesso. Andiamo per ordine. Proseguire sulla strada del 433 è possibile. E' un percorso che passa dalla crescita esponenziale delle prestazioni di Pasalic e che è legato a filo doppio all'ambientamento di Delofeu ed Ocampos: uno dei due dovrà sostituire Bonaventura come esterno sinistro offensivo. La partita giocata bene e persa sfortunatamente a Roma contro la squadra di Spalletti, offre al Milan un termine di paragone importante. Riuscire a trovare riferimenti in quella prestazione può essere una chiave di volta preziosa.

Il Milan di Roma ha infatti offerto sensazioni positive; avrebbe potuto andare in vantaggio ed il contemporaneo impiego di Pasalic e Bertolacci non ha creato problemi alla fase difensiva della squadra. Facile immaginare che Montella vorrà ripartire da lì e dalla conferma del suo 433. La seconda soluzione richiede invece un cambio di sistema di gioco; non è impossibile ma, allo stato, è altamente improbabile. Il Milan dovrebbe infatti passare ad un 3-4-3 in cui la verticalizzazione diventa valore preminente sul possesso. A mio parere, aver perso il giocatore tecnico di riferimento, priva la squadra di una fonte di gioco preziosa in fase di salita. La nostra attuale strutturazione rischia di essere troppo pressabile, perché manca uno dei due referenti tecnici sulla prima giocata del difensore centrale. Il 3-4-3 permetterebbe invece a Montella di schierare Zapata, Paletta e Romagnoli come difensori titolari, Kucka accanto a Locatelli in mediana, con Abate e l'esterno sinistro difensivo più alti (Vangioni, con questo sistema, inizierebbe ad avere un ruolo meno marginale in questo organico). In tal modo ci sarebbe meno fraseggio, ma una uscita della palla più rapida, aspetto che può solo favorire punte rapide ma non adatte alla manovra come Bacca e Lapadula. L'ipotesi per il momento è lontana ma, ad avviso di chi scrive, potrebbe diventare concreta qualora l'attuazione del 433 risultasse complicata senza il contributo fondamentale di Jack Bonaventura.