Bonucci smentisce, non era da lui rinunciare alla fascia di capitano

Qui Londra, Leonardo Bonucci rinfresca la memoria a tutti

di Franco Ordine

Scontata la squalifica di Bonucci. Scontate anche le sue frasi dettate a Londra, palcoscenico di una premiazione che deve pure raccontare qualcosa a coloro i quali lo considerano improvvisamente un brocco. Di non scontato, su cui è opportuno discutere, c’è invece il contenzioso aperto con il suo mentalcoach Alberto Ferrarini che nel pomeriggio di lunedì, intervenuto a Radio 24 (tutti convocati la trasmissione) ha raccontato un Bonucci diverso. E ha spiegato in pratica che gli errori, le omissioni e anche la gomitata a Rosi sono la conseguenza del carico di responsabilità. Al netto di qualche battuta (“ha l’ego che abita al 50esimo piano”), la frase che ha provocato la smentita pubblica e definitiva di Leo è stata quella relativa alla scelta da compiere. “è meglio che torni a pensare solo a se stesso, è meglio che faccia un passo indietro con la fascia di capitano” il passaggio incriminato.

Bonucci ha smentito il suo ex amico perché contemporaneamente ha smantellato la versione secondo cui, dopo la scoppola di Genova con la Samp, sarebbe intervenuto per dire rivolto a Montolivo: “Se il problema sono io, questa è la fascia”. Uno come lui non può darsi alla fuga e nemmeno alla ritirata specie dopo aver provocato quel mezzo terremoto appena arrivato in estate col numero della maglia sottratto a Kessiè e la fascia di capitano negata a Montolivo. Se sei Bonucci, lo sarai fino alla fine. Come recitava un vecchio slogan juventino.