Benevento-Milan e la Cavese, un accostamento quanto mai discutibile

Farina e la Cavese, una piccola storia che non c'entra nulla con l'attualità rossonera

di Franco Ordine

Bisogna capire quelli del Milan. Avevano sognato a occhi spalancati il rinascimento grazie ai cinesi e alla coppia Fassone-Mirabelli e si sono ritrovati beffati dal Benevento e da un giovane portierino, Brignoli, più noto per la sua antica passione per la bici. Bisogna capire quelli del Milan se ad esempio Tiziano Crudeli, scorticato da quel 2 a 2, cominci a urlare “vergogna, andate via, vergogna”. Il tifo dev’essere così: eccessivo in tutto, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia.

Con qualche esagerazione che qui è il caso di esaminare.

Perché i più delusi hanno tirato fuori dal cassetto dei ricordi orribili la sconfitta patita a San Siro, nel novembre dell’82, 35 anni prima, una vita fa insomma, per mano di Tivelli e Di Michele, i due attaccanti della Cavese, sfida per la quale San Siro (non ancora costruito il terzo anello) era quasi pieno. L’analogia è suggestiva ma discutibile. Allora il Milan, allenato da Castagner, era in serie B, c’era una società “scalcagnata” con lo squattrinato Farina al comando e alle viste solo altri tormenti. Alle spalle campeggiava una storia maledetta scandita da un’altra retrocessione a causa del primo calcio-scommesse. Qui almeno se i tifosi fanno una visita al museo di casa Milan possono ammirare una collezione di trofei e coppe senza pari.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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