Arriva l'Atalanta e il Milan ricorda...c'era ancora Allegri

Il Milan a San Siro, contro l'Atalanta, è rimasto ad Allegri!

di Franco Ordine

Gian Piero Gasperini non gode di una gran fama dalle parti di Appiano Gentile. Eppure era tra i tecnici indicati da Lippi a Malagò e Tavecchio per scegliere il ct da far sedere sulla panchina della Nazionale dopo Antonio Conte ma il dettaglio non è mai stato lucidato a sufficienza. Oggi, alla luce del lavoro fatto prima al Genoa e poi adesso all’Atalanta, è il caso di cancellare qualche pregiudizio di marca interista dal suo account e di procedere con l’elenco delle raffinate qualità. Una in particolare è da segnalare. E riguarda la capacità documentata di cogliere al volo il talento e di valorizzarlo. Nel recente passato Gasperini ha avuto tra le mani a Pegli prima Suso, spedito quasi in castigo da Mihajlovic, e poi Niang, per lo stesso motivo girato al Grifone perché se ne recuperasse il valore. In entrambi i casi Gasperini ha fatto un eccellente lavoro.

A Bergamo ha fatto addirittura meglio. E infatti con Bryan Cristante reduce dal flop di Lisbona (Benfica), Palermo e Pescara, il risultato è sotto gli occhi di tutti. Gli ha cambiato ruolo trasformandolo in un tre-quartista, poi lo ha portato a ridosso dell’area di rigore altrui ottenendo un numero di gol discreto per un centrocampista. Se si ricorda che l’ultimo successo del Milan sull’Atalanta è datato 6 gennaio 2014, Allegri in panchina, e Cristante autore del 3 a 0 rotondo, si capiscono e si intuiscono gli affanni recenti e prossimi del malcapitato Gattuso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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