Ancora lui, ancora Patrick Cutrone...

Tante promesse negli ultimi anni fra i baby 9 del Milan, ma Cutrone...

di Enrico Vitolo

Lugano, Bayern Monaco, Craiova, Crotone e Shkendija. Non è la fascia di un sorteggio di Champions League, perché del resto sarebbe impossibile, ma le squadre che hanno lanciato nel calcio che conta Patrick Cutrone. Non solo in Italia, ma anche e soprattutto in Europa. Per il momento sono stati “semplici” preliminari, chissà che in futuro non sia davvero la Champions. Questo è l’augurio del Milan e del suo nuovo bomber. Già. Altro che Belotti “Mi fa piacere essere paragonato a lui”, il commento del diretto interessato, Morata, Diego Costa o Aubameyang. I rossoneri avevano il nuovo numero nove in casa, in quella cantera che negli ultimi tempi sta sfornando con una continuità disarmante giovani di belle speranze.

Ma Cutrone sembra tutto tranne che un giovane. Senza paura ha indossato la maglia da titolare, ma soprattutto l’ha onorata nel migliore dei modi. Prima i gol nel pre-campionato, poi quelli ancora più pesanti in Europa League e in campionato. Ormai non è più una sorpresa, dategli un pallone in quegli ultimi quindici metri e state tranquilli che qualcosa accadrà. Si sa, il gol è sempre stato una costante per Cutrone. Ma segnare con i grandi e per i grandi ha un senso diverso. Unico. Inimitabile. Ora però, senza mettersi addosso troppa pressione, dovrà riconfermarsi nel tempo. Quel salto di qualità che, di fatto, è mancato ai suoi predecessori. Tanti gli attaccanti di prospettiva usciti dal settore giovanile rossonero e costretti dopo poco tempo a tentare fortuna altrove. Perché il Milan non è una squadra comune, serve qualcosa di speciale per vestire il rossonero. Negli anni si è passati da Maccarone a Matri, da Borriello a Paloschi. Tutti promettenti, ma nessuno capace di rubare la scena come Cutrone.