Stato di grazia Inter, per il derby e per la classifica

All’Inter il Derby, al Milan le cose formali

di Michael Dones

Ha proprio ragione un tifoso nel suo tweet: era da un bel pezzo (ora non so se davvero da dieci anni…) che non si vedeva un Derby così bello. Quella giocata domenica sera al “Giuseppe Meazza” sarà ricordata come una delle più emozionanti stracittadine dell’ultimo periodo: Inter in vantaggio, pareggio del Milan, nerazzurri di nuovo avanti, rossoneri che fanno 2 a 2 ed, infine, di nuovo Inter con il rigore di Mauro Icardi. L’atmosfera era molto più che elettrica, la tensione si poteva tagliare ancor meglio di quanto fatto dal proverbiale grissino con il tonno, le due Curve erano più cariche del solito (peccato per le coreografie, si poteva fare meglio…) e quel dannato fischio d’inizio non arrivava mai.

Durante il match un’altalena di emozioni pazzesca: tensione, nervosismo, gioia (liberatoria) per i rispettivi gol, concentrazione, disperazione per potenziali occasioni da gol gettate alle ortiche, rabbia per i gol subiti, speranza e poi, finalmente, quando si è consci di “averla portata a casa” le menti dei tifosi che pensa già a come “sfottere” amici e colleghi il giorno successivo.

Inter-Milan è stata la vittoria di Luciano Spalletti, a questo punto il migliore acquisto nerazzurro; di Mauro Icardi, colui che “non ne prende una”, di Antonio Candreva, messo in croce una domenica sì ed una domenica sì per i suoi cross (a detta di molti) indecenti. Inter-Milan è stata la vittoria del pubblico nerazzurro che, a differenza di altri tifosi, non ha mai abbandonato la propria squadra, anche nei momenti più tristi e bui. Inter-Milan è stata la testimonianza che il karma esiste: perché la ruota della fortuna gira per tutti e smette di farlo per coloro che segnano una rete nei tempi supplementari di una partita di Campionato.

L’Inter ha dimostrato che, senza far campagne acquisti faraoniche celebrate (con tanto di slogan diventato hashtag), si può davvero fare bene. Perché alla fine, cose formali a parte, gli obiettivi si centrano facendo muovere le gambe.