Nulla da salvare, il Milan di Verona è solo da dimenticare

Piove sul bagnato: contro l'Atalanta senza Romagnoli e Suso

di Valentino Cesarini

Cosa sottolineare della gara di Verona? Nulla, se non il rossore in volto di un Milan assente, che crolla 3 a 0 al Bentegodi, contro una squadra che aveva appena dieci punti in classifica. E poco conta, se al 45’ i rossoneri, che avevano chiuso sotto di una rete, erano stati anche sfortunati in alcune circostanze. Perché la fortuna uno se la deve anche creare e andare a cercare, ma se Kalinic si divora un goal, Suso da ottima posizione non riesce a trafiggere Nicolas, la colpa non può essere solo degli episodi. Una gara di calcio dura 90’ più recupero, e i secondi 45’ sono stati orrendi, per non dire altro, con un Milan irriconoscibile, che ha perso anche la testa nel finale con il rosso diretto (grazie alla VAR) di Suso, che salterà la sfida di sabato contro l’Atalanta. Un’assenza pesante, che si va a sommare a quella di Romagnoli, che era diffidato e si è beccato un giallo. Tornando alla gara del Bentegodi poco da dire e da scrivere. Gattuso dice che il Milan ha fatto il record di tiri? Vero, ma le occasioni e i tiri vanno segnati, altrimenti non servono a nulla.

Gattuso in tre gare di campionato ha collezionato solamente 4 punti (pareggio a Benevento, vittoria casalinga con il Bologna e sconfitta a Verona). Pochi, considerando lo spessore degli avversari, ma parlare già di processo a Ringhio è prematuro. Anche se il tempo scorre veloce per tutti. Vediamo un po' di curiosità: l’ultimo 3 a 0 del Verona in A risale al 30 marzo 2014, quando sconfisse il Genoa con la doppietta di Toni e la rete di Donadel, mentre un risultato ancora più “rotondo” è il 4 a 0 rifilato al Catania il 27 aprile 2014 (reti di Gomez, Jorginho, Marquinho e Toni). Verona che in questa stagione non aveva mai segnato tre reti in una gara di campionato. Ha dovuto aspettare Bonucci e compagni per realizzarli. I numeri del Milan? L’ultimo 3 a 0 subito in campionato risale al 25 ottobre 2016. Quel periodo la squadra di Montella crollò a Genova contro i rossoblu a causa delle reti di Ninkovic, Pavoletti e all’autorete di Kucka. In questa stagione ha perso in modo pesante e senza scusanti il 10 settembre. Era la terza giornata e la Lazio di Simone Inzaghi demolì il Milan con un netto 4 a 1.

Se continuiamo a vedere i numeri in queste prime 17 partite di campionato, la situazione è la seguente: 7 vittorie, 3 pareggi e ben 7 sconfitte, con 23 reti segnate e 24 subite. Ventiquattro i punti portati a casa, con la zona Champions League a ben 14 (17 nella peggiore delle ipotesi perché la Roma ha una gara da recuperare) punti di distanza. Praticamente, un obiettivo già sfumato prima di Natale, salvo clamorosi scenari, difficili però da immaginare ad oggi. Se guardiamo ancora statistiche, bisogna tornare indietro fino alla stagione 1981-1982 (la serie A era a 16 squadre) per vedere un Milan che aveva perso 7 gare nelle prime 17 giornate (all’epoca la 17° giornata era la seconda di ritorno). A fine stagione i rossoneri di mister Radice prima, Galbiati poi, chiusero al 14° posto e retrocessero in Serie B.

Chiudiamo con gli ultimi appuntamenti di questo 2017 per il Milan. I rossoneri sabato saranno di scena a San Siro contro l’Atalanta, il 27 giocheranno il derby di Coppa Italia per chiudere l’anno sabato 30 a Firenze contro i viola. Specialmente il derby di Coppa che vale la semifinale diventa un obiettivo stagionale da non poter sbagliare, perché se i rossoneri dovessero uscire, avrebbero già sprecato due obiettivi stagionali. Resterebbe l’Europa League, ma per arrivare a Lione il 16 maggio, mancano ancora troppe gare e troppi avversari da superare: sopratutto serve che il Milan torni ad essere il Milan e non una brutta copia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

.