Rino Gattuso reduce da ben 4 derby in un colpo solo...

4 derby in 2 settimane per Gattuso: male con Gasperini, ok con Spalletti e Zenga, pari e patta con Pioli

di Giancarlo Fusco

“Sono forse il più scarso allenatore che c’è in Serie A, ancora ne devo mangiare di pastasciutta per migliorare. Voglio vincere, fa parte del mio DNA”. Queste le parole di Gennaro Gattuso al termine dei quarti di finale di Coppa Italia vinti dal suo Milan contro gli acerrimi rivali dell’Inter. Una partita data, da molti addetti ai lavori, come ultima spiaggia per l’allenatore calabrese subentrato a stagione in corso a Vincenzo Montella. Una partita che, anche a detta dello stesso buon Rino, poteva essere quella della svolta soprattutto perché battere i cugini dell’Inter, una squadra sulla carta forte e con una classifica decisamente migliore rispetto quella del Milan, poteva creare i presupposti per poter ricompattare il gruppo. Ora è nutile stare qui a fare la sintesi di quanto accaduto. Sta di fatto che i ragazzi di Gattuso, grazie ad una buona prestazione e al sigillo di Patrick Cutrone hanno conquistato la semifinale. Pochi giorni dopo, poi, c’è stata la reazione tanto attesa in questi mesi di ‘agonia’ con il pareggio di Firenze partendo da una situazione di svantaggio (cosa mai accaduta da agosto al 30 dicembre). Per finire giungiamo alla vittoria casalinga contro il Crotone. Risultato che sarebbe potuto essere ben più largo per quello che si è visto sul campo e che ha visto i rossoneri conquistare nuovamente i 3 punti in quel di San Siro, stadio di casa che da settembre ha portato solo 5 punti in classifica. Decisamente pochi se si considera che stiamo parlando di uno stadio ‘amico’, quello che ti sostiene nel momento del bisogno.

Per Gennaro Gattuso c’è ancora molto su cui lavorare sia per se stesso che per la squadra, sta di fatto che il nuovo allenatore, indicato da qualche giullare solo come un semplice traghettatore, si sta facendo amare da tutti sia nello spogliatoio, sia in società e anche tra i tifosi che apprezzano la sua schiettezza nel dire le cose oltre che la grinta e il carisma. Inoltre, partita dopo partita, il Milan sta realmente migliorando e sembra un qualcosa di molto vicino ad una vera squadra. Cosa che fino a novembre nessuno avrebbe mai creduto potesse accadere in questa stagione. Tutti d’accordo nel dire che il percorso è ancora lungo, però allo stesso modo non sarà difficile pensare che in molti sono d’accordo anche nel dire che la strada intrapresa sembra essere quella giusta.

Alla luce di quanto appena detto sembra quasi inevitabile in confronto con l’altra parte di Milano, o meglio con qualche allenatore passato sulla panchina dell’Inter o che ancora la occupa. Ebbene sì, Gennaro Gattuso in questi pochi mesi ha già vinto di gran lunga il confronto con tecnici più navigati, esperti e presentati dalla stampa come gli uomini giusti per poter risollevare le sorti nerazzurre (cosa mai accaduta, invece, per Rino). Nella fattispecie, si parla qui di Gian Piero Gasperini che tanto bene sta facendo con l’Atalanta e tanto bene ha fatto con il Genoa ma che sulla panchina nerazzurra ha dato vita ad una serie di notti horror difficili da dimenticare da quelle parti. L’allenatore di Grusgliasco, dopo il debutto ufficiale con tanto di sconfitta in Supercoppa italiana proprio contro il Milan, è rimasto in sella alla panchina nerazzurra per sole quattro giornate di campionato e sollevato dal suo incarico dopo la sconfitta per 3-1 sul campo del Novara. La decisione dell’esonero è arrivata perché i nerazzurri non erano squadra e Gasperini non dava l’impressione di tenere lo spogliatoio in pugno. In campo scendevano, infatti, undici uomini che non davano mai l’impressione di poter condurre il match. Lo score dell’attuale allenatore dell’Atalanta sulla panchina dell’Inter parla chiaro: quattro sconfitte ed un pareggio tra campionato, Champions League e Supercoppa Italiana. In tempi più recenti, la panchina nerazzurra ha avuto anche l’onore di vedere il buon Stefano Pioli, altro allenatore dalle grandi conoscenze calcistiche e che sta facendo bene anche con la Fiorentina ma che, allo stesso tempo in nerazzurro, non è riuscito a trasmettere la sua idea di calcio.

La sua avventura sulla panchina dell’Inter è durata 182 giorni. Un inizio perfetto, con una serie di 7 vittorie consecutive che hanno messo i nerazzurri in corsa per il terzo posto per poi ottenere una fine ingloriosa, con appena 2 punti conquistati nelle ultime sette giornate di campionato che hanno portato l’attuale dirigenza a prendere la decisione si sollevarlo dall’incarico di allenatore. Una giostra quasi perfetta quella messa su da Stefano Pioli che, da novembre ad aprile stanziava stabilmente tra il quarto e il quinto posto in classifica a soli 6 punti dal terzo posto occupato dal Napoli. Poi dalla 29esima giornata, precisamente dopo il pareggio contro il Torino sono arrivate cinque sconfitte in sei partite e, ancor di più, quel 2-2 ottenuto proprio contro il Milan dopo esser andati nello spogliatoio in vantaggio di due reti. Una mazzata per l’intero popolo nerazzurro che ha iniziato a contestare duramente Pioli il quale non è più riuscito a riprendere soprattutto mentalmente i suoi ragazzi finendo addirittura fuori dalla zona Europa League. Per finire, il confronto forse più duro, quello tra Gennaro Gattuso e Luciano Spalletti. In molti si diranno che non c’è storia tra i due. L’Inter in classifica è meglio messa del Milan su questo non c’è dubbio. Tuttavia, la fase idilliaca, in questo momento sembra esser terminata. L’ex allenatore della Roma è nervoso e punta il dito contro la dirigenza per ottenere altri rinforzi in questa finestra di calciomercato. I risultati di quest’ultimo periodo, inoltre sono tutt’altro che confortanti. I nerazzurri non vincono, infatti, in campionato dal 10 dicembre, quando c’è stato il pareggio ‘fortuito’ contro la Juventus. A seguire le sconfitte contro Udinese e Sassuolo e poi i brutti pareggi contro Lazio e Fiorentina. Nel mezzo la deludente partita in Tim Cup contro il Pordenone con passaggio ai quarti ottenuti solo grazie ai calci di rigori e l’ancor cocente sconfitta contro il Milan proprio ai quarti di finale della stessa competizione.

Un dato da sottolineare che accomuna i tre allenatori nerazzurri c’è: l’organico è tutt’altro che scadente, l’Inter ha sempre avuto grandi calciatori in rosa ma che, soprattutto, non sono affatto in linea con i risultati deludenti ottenuti con Gasperini prima e Pioli poi. Con Spalletti quasi sicuramente non si ripeterà la stessa storia perché l’allenatore toscano difficilmente si farà sfuggire il gruppo di mano anche se è vero che dovrà utilizzare al meglio questa sosta per riprendere il percorso intrapreso ad inizio stagione dove, aiutato anche da un pizzico di fortuna, è riuscito e mettere i nerazzurri sul giusto binario. Inutile e, soprattutto, irrisorio, dunque parlare di rosa non all’altezza.

Per Gattuso invece, si sa, c’è ancora molto da fare sia mentalmente che fisicamente, così come è ben risaputo che anche l’organico del Milan è quasi per intero nuovo (qualcuno si diverte sempre ad omettere questo piccolo particolare) e anche se al momento la classifica non rispecchia il reale valore della rosa, il duro lavoro e la voglia di emergere possono fare il resto e dare qualche soddisfazione al nuovo corso rossonero per buona pace dei ‘miscredenti’. L’importante, per il Milan e per lo stesso allenatore è continuare a credere in se stessi ottenendo un filotto positivo di risultati che fanno bene alla mente e allo spirito. Le vittorie contro l’Inter dell’esperto Spalletti, il pareggio contro la Fiorentina pochi giorni dopo i 120 minuti di Coppa Italia e la vittoria contro l’ex nerazzurro Zenga, ora in sella a Crotone, possono essere un buon viatico. Ora la difficile trasferta contro il ferito di Var Cagliari per dare credibilità e continuità a questo ciclo Gattusiano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

.