L'Ajax batte il Feyenoord, grande rivalità e classifica tutta aperta

L'Ajax batte il Feyenoord, rilanciando il derby infinito del calcio olandese fra storia calcistica e motivazioni sociali

di Marco Varini

Idiosincrasia derby per il Feyenoord. Primavera nera per la squadra di Rotterdam che, dopo aver perso 1-0 la stracittadina contro lo Sparta Rotterdam, è finita ko anche nel derby d'Olanda, il Klassieker, ad Amsterdam contro l'Ajax. E' stata una gara importante per la classifica, con l'Ajax che avvicina, grazie a questo successo, proprio il Fyenoord capolista, ma in una partita del genere la precedenza ce l'hanno sempre la rivalità e l'orgoglio d'appartenenza. Tra Ajax e Feyenoord, c'è una rivalità infinita. Per capire cosa significhi il Klassieker bisogna partire da molto lontano. Siamo nel 1921, le due squadre si sfidano per la prima volta nella loro storia nell'allora "1ste Klasse", la prima divisione olandese. La gara di quell'anno non sarà mai omologata, per avere un risultato definitivo bisognerà aspettare l'anno successivo. Il motivo? I giocatori del Feyenoord protestarono talmente tanto per un gol fantasma convalidato all'Ajax (la rete del definitivo 3-2) che il match venne rigiocato e terminò 2-2. Con il passare degli anni, le sfide tra i due club si fanno sempre più intense. Inizialmente il bilancio vede la squadra di Rotterdam in lieve vantaggio, con 17 vittorie a 13 nelle prime 36 partite. Nel 1962 la rivalità si accende ancor di più. All'epoca la Nazionale olandese vedeva contrapposti due blocchi formati da 7 giocatori del Feyenoord e 5 dell'Ajax, si crea così una sorta di faida interna. Da quel momento in poi quei sette giocatori decidono di boicottare le convocazioni del Ct olandese, creando scalpore e prendendosi una squalifica di un anno da parte della federazione orange. L'aria era sempre più pesante, ormai non si trattava più di un confronto tra due club. Per capire meglio citiamo Jules Deelder, scrittore olandese nato a Rotterdam: "In Olanda i soldi vengono guadagnati a Rotterdam, divisi a Den Haag e sperperati ad Amsterdam". Una frase che riassume alla perfezione la situazione di allora (oggi è meno marcata) tra la capitale olandese, in cui il divertimento e la cultura la fanno da padrone, e la città più produttiva e operaia, in cui si trova il vero motore della nazione. Siamo di fronte a una sfida tra benestanti e operai.

 

 

 

 

 

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