Milano rompe il ghiaccio cinese, la scocciatura del derby alle 12.30

Sapessi come è strano pranzare dopo il derby, a Milano...a Milano...

di Franco Ordine

Posso confessarlo pubblicamente. Sono infuriato. Infuriato per questo derby fissato alle 12.30. E ho già scelto con chi devo sfogare tutta la mia furia. Primo obiettivo: il segretario generale della Lega Marco Brunelli, un amico di vecchia data. Sì, proprio lui, come direbbe Piccinini. Piazzando il derby di Milano alla vigilia di Pasqua mi manda all’aria tutti i progetti di un bel fine settimana all’aria aperta, magari lungo i viali alberati di Milano Marittima. E invece no: mi tocca un’alzataccia davanti alla tangenziale est di Milano che non è un bel vedere, lo posso garantire. Passi allora per il calendario traditore, ma sull’ora del derby non transigo. Io sono uno all’antica, il derby è derby se ci sono le luci di San Siro. Il derby è derby se poi, alla fine del lavoro, del bla bla, delle discussioni feroci, dei replay e delle moviole, possiamo fermarci dalle parti di via Ravizza a mangiare una pizza. Questo è il mio derby preferito. E invece mi tocca una sveglia da caserma, una colazione frugale, chiudere il pc nella sua custodia e di corsa verso San Siro mentre i miei amici mi mandano fotine da Milano marittima tutti in tuta da ciclista che se la spassano in pineta. Vabbè, mi tocca e vado lo stesso. Ma almeno fatemi divertire!

 

 

 

 

 

 

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