Samp, la gelosia delle prime donne e la sciarpa di Paolo Villaggio

Tutti un po' sconvolti senza più santi nè eroi...

di Luca Uccello @Lucaucce

Copio e incollo con orgoglio. "La vicenda Sampdoria-Ilicic-Sneijder mi ricorda tanto quando hai due ragazze per la testa e, vinto dall'indecisione, le perdi entrambe...". L'amico Vittorio Masi ha ragione. È estate, al mare sono arrivati i primi turisti e Massimo ha perso la testa. A Bogliasco è arrivato un pullman di olandesi mozzafiato, prima ancora una colonia di ragazze della vicina Slovenia venute a Genova per uno scambio culturale. L'Orange è magnifica, più grande di noi, ha girato il mondo, conosce l'Italia e la Sampdoria. Vorrebbe 'venire' (parola cara a Corte Lambruschini e a una campagna abbonamenti da applausi, speriamo nei prezzi) cioè restare nel nostro regno e si fa corteggiare. Ma quel bravo ragazzo di Massimo non si è fatto scappare Josep. Bionda, alta e con due bei piedini che ci hanno girare sempre un po' la testa. Ma una viene a sapere e dell'altra, una s'arrabbia, l'altra se la tira da primadonna. Wes non è gelosa e non gli interessano nemmeno i soldi. Alla slovena si... e poi c'è la porta dell'Europa che la stuzzica, che gli fa fare un passo indietro, tornare sul pullman e mettere in moto, direzione Bergamo. Tra i due litiganti non c'è ancora nessun vincitore ma la bellezza di Sneijder potrebbe stregare ancora Massimo e speriamo finalmente quel fifone Giampaolo. Tra i due litiganti non c'è nemmeno un'alternativa e questo rischia di essere un pasticcio da notte prima degli esami quando ti accorgi che dopo tante cessioni, milioni conquistati i tuoi tifosi si aspettano una grande prova sul mercato. Per fortuna siamo solo all'inizio,le vacanze devono ancora cominciare e chissà quante altre belle turiste Massimo cercherà di conquistare, portarsi a casa...

Le ultime righe le lascio al mio ricordo di Paolo Villaggio. Era il 9 maggio 1990. Eravamo a Göteborg. Trentesima edizione della Finale di Coppa delle Coppe, una delle migliori in assoluto. Io ero un piccolo Ultras accompagnato dal mio grande papà. In tribuna si soffre, la partita è tirata ma tra una giocata di Mancini è un tiro di Vialli all'improvviso mi compare, qualche gradone più su Paolo Villaggio. Sciarpa al collo e sorriso generoso. Nell'intervallo con un po' di timidezza salgo da lui, gli chiedo un autografo, una foto (che viene male) e gli chiedo come sarebbe andata. Lui mi guarda, mi appoggia la sua mano sulla testa e mi dice: questa la portiamo a casa noi... e così andò. Aveva avuto ragione lui. Grazie Paolo di aver tifato questi magici colori, grazie per avermi tenuto compagnia con la tua comicità unica, irripetibile. Da lassù sventola ancora la nostra bandiera...