Samp la stagione delle rivincite, anche su Icardi ed Eder dopo Montella...

E' delirio blucerchiato, un martedì di buoni sentimenti, di perdono e di goduria

di Luca Uccello - @Lucaucce

A Casa Samp la pensano così: "San Siro è nostra, l'abbiamo conquistata a suon di goal, di bel calcio, di applausi presi, non rubati. Prima la vendetta su Montella, poi contro Mauro Icardi. Un altro ragazzino ingrato come Eder. Che goduria, che due notti. Nessuna nuvola, solo stelle. Due vittorie, una diversa dall'altra, entrambe importanti per convincere Giampaolo a restare a Genova, firmare il rinnovo, continuare un progetto giovani solo al suo inizio".

Insomma, una Sampdoria che dopo aver frenato il volo montelliano verso il suo paradiso ha di fatto esonerato Stefano Pioli. Avanti il prossimo, avanti Antonio Conte. I fischi di San Siro sono stati forti, hanno segnato la fine di un altro progetto. Ma in fondo alla Genova blucerchiata poco importa. I sampdoriani devono pensare a loro stessi, a far festa, a colorare una città che per metà piange, si dispera, vorrebbe fuggire lontano pur di non vedere i blucerchiati sorridenti, sereni, pronti ad abbracciare, era l'ora, financo il presidente. E bravo Massimo. Ora sono tutti con te, a celebrarti, a inseguire il tuo carro veloce, fatto di paillettes luccicanti, guidato da cavallucci di Maranello. Hai dimostrato caro presidente che i soldi nella vita non sono tutto e che a Genova col mugugno vai poco lontano. Nel lavoro, nel calcio ci vogliono le idee, il coraggio, avere al proprio fianco le persone giuste. Tu hai questa fortuna e non è poco nel gioco del calcetto di oggi. Basta guardare il tuo cugino acquisito Enrico. Povero, fa tenerezza, li abbandonato a se stesso. Tutto solo, tutti contro di lui. Chi se ne frega bis. Meglio pensare ancora alla divina creatura blucerchiata, all'insospettabile Campionato da bella Cenerentola capace di far girare la testa ai ricchi signori della nobiltà del pallone, ammiccare ma non cadere mai nella loro area di rigore. Si può pensare senza paura che quest'estate qualcuno dovrà partire, lasciare il porto della Lanterna, perdersi nella nebbia senza più la luce forte della Lanterna. Cessioni doverose ma necessarie per continuare il gioco delle scommesse. Ma attenzione a non prenderci gusto. Sarebbe un errore imperdonabile, ed è sufficiente buttare lo sguardo, per trarne un esempio, a cosa succedendo laggiù, a Pegli. Meglio pensarci bene.

Oggi si può anche decidere di perdonare Giampaolo per quella figuraccia annunciata in Coppa Italia, all'Olimpico. I tifosi Samp restano convinto che oggi sarebbero qui a giocarsi la finalissima di Roma se il Maestro avesse portato tutta la scolaresca in gita dal Papa. Peccato, la volevano tanto a Genova questa coppa. Meglio non pensarci più, far finta di non averci nemmeno partecipato alla prestigiosa Tim Cup. Non tutte le ciambelle escono col buco. Ma è sempre meglio che morire di fame e mordersi le mani dall'invidia...