Il sottile piacere sampdoriano della rivincita su Montella

Visto da Genova: quel sorriso triste di Montella...

di Luca Uccello - @Lucaucce

Tra tanti sguardi sofferti, senza speranza, domenica la Genova blucerchiata ha riconosciuto quello di Vincenzo Montella. Alla città in chiave doriana sembrava di averlo già vissuto. In molti hanno riconosciuto quello sguardo perso, rivisto dopo un anno esatto, dal suo arrivo a Genova. I suoi sorrisi pieni di speranza sono diventati presto di rassegnazione e confusione, quelli del fronte Samp pieni di gioia e presto di paura. E' stato accolto da eroe, l'hanno lasciato partire da "traditore", liberato una seconda volta come lui voleva, come forse era già scritto. Se ne è andato con la valigia piena di cose non dette. L'amato (e odiato) presidente non lo voleva più quanto i tifosi. Ma aveva un contratto lungo, un contratto ricco per pensare di accontentarsi di due pesci gatto e qualche cefalo della Foce. L'ha consegnato a Galliani, accompagnandolo alla macchina con il pieno di benzina fatto e dieci euro per l'autostrada. Un affare, un grande colpo soffiare al Milan Marco Giampaolo, il pluriesonerato che non piaceva a Silvio Berlusconi. Meglio Montella, credere che la favola della Fiorentina potesse essere ripetuta anche a Milano, nella scala del grande calcio. Ma sapevamo, almeno noi, che non poteva essere ancora lui la persona giusta. In tutta sincerità, fra tante vittorie questa contro Montella è quella che più dà soddisfazione al popolo blucerchiato, è quella che volevo di più. Più ancora del derby. Battere Montella, a casa sua, vedere la sua faccia scolpita nella delusione, senza espressioni, ha fatto sentire meglio in molti, come liberati di un peso, di un incubo, quello di un allenatore che a parole non ha mai spiegato il perché di un disastro mai annunciato, di un alluvione calcistica che ha rischiato di trascinarci in fondo a tutto, sotto a tutti. Spiace solo di non esserci riuscito al Ferraris, ma il tempo è stato galantuomo gli ha restituito senza interessi quello che si è preso, dice lui con merito nel suo, pardon, nello stadio di Genova...

La Milano del pallone è nera altro che grigia. Non ha voglia di parlare e chi ha il coraggio di farlo è solo contro Rizzoli. Vabbè qualcuno che crede ancora a Babbo Natale ha visto un rigore anche su Bacca (Silvestre). Ma per favore, andiamo avanti, chiudiamo l'ombrello. E' una giornata di finalmente di sole, una di quelle da andare in mare, farsi trasportare dal vento e dai pensieri. Chi sa dove sarebbe questa Samp se le avesse giocate tutte come contro la Roma, contro il Milan. Chissà? Ci si chiede anche se Giampaolo, il maestro Giampaolo pardon, non abbia qualche responsabilità. Ma sono pensieri non accuse. Sono considerazioni in un momento bello, sereno dove la classifica è tornata a sorridere, dove i giovani sono all'improvviso grandi, dove il Genoa è sott'acqua e non per forza di colpe per il suo amabile presidente. Questione di allenatori. E c'è chi ne sa qualcosa. La Sampdoria è passata dal maresciallo Delio Rossi al generale Mihajlovic guadagnandoci e non poco, dall'Uomo Ragno all'aeroplanino con le ali di legno precipitando, rischiando di finire dispersi per sempre. Questa società, sempre troppo poco considerata se non per gli show presidenziali, abbia saputo costruire una squadra che regalerà grande soddisfazioni. Certo bisognerebbe avere la forza economica e il coraggio di resistere alle tentazioni e proseguire su questa strada con questo uomo che a volte fa discutere, fa arrabbiare con le sue scelte, i suoi cambi. Ma è l'autista giusto per questo pullman di ragazzi in gita. Non una qualunque, quella che prima o poi potrebbe riportare il Doria al confine, direzione Europa League...