Bilbao e S.Sebastian, Athletic e Real, diversi ma non conflittuali

La rivalità basca vive sul campo, non c'è il furore di una storia e di un dna conflittuali

 

di Mattia Marinelli

 

Quello di San Mames è più un sacrario, un custode calcistico di una memoria orgogliosa. Quella dell'Anoeta è invece una arena caliente, più col sangue agli occhi che con la storia tatuata nel muscolo cardiaco. Domenica si gioca al San Mames, dove con la maglia biancorossa scendono in campo da sempre solo giocatori baschi. Territorio limitato, ma devozione assoluta. L'ambito dell'Athletic Bilbao è ristretto, schiera solo giocatori baschi, l'autarchia come vessillo e come missione, è come se il Perugia giocasse solo con giocatori umbri. Ma i padroni di casa del Derbi Vasco di domenica alle 16.15 sono stati storicamente bravi nel trasformare un limite in una risorsa. L'esaltazione dell'orgoglio d'appartenenza diventa garra. Ecco perchè, a volte, come nel caso delpiedone Oyarzabal, l'Athletic rischia di commettere degli sgarbi, delle mancanze di rispetto, nei confronti della Real Sociedad. Perchè quelli di San Sebastian posso attingere anche dal mercato estero, il Bilbao invece no. Per cui se c'è un giovane basco negli avversari, l'Athletic cerca in tutti i modi di accaparrarselo. Cose di campo quindi, di calcio. Non storie antitetiche o territori storicamente contrapposti. L'identità basca è la medesima per le due squadre. Sarà così anche domenica, il Bilbao è partito leggermente meglio e gioca in casa. Vuole svoltare. Ma c'è di mezzo il derby e il derby è fatto così. Non c'è tempo, con tutta l'adrenalina che sale ora per ora, di pensare alla classifica. Semmai, ci sarà tempo dopo la partita.