Squadre grandi e piccole, è sempre più gap

Squadre troppo piccole e partite sbilanciate: Lotito lo aveva detto ma le televisioni, soprattutto Sky, lo avevano attaccato

di Marco Rizzo

Aveva ragione Lotito? Il suo discorso torna sempre in auge ogni qualvolta dalla Serie B sale qualche squadra semi-esordiente, a fare sistematicamente da sparring partner di altre 16-17 squadre di A ogni giornata.L’argomento sta diventando di attualità dopo il 10-0 netto del Benevento tra Napoli e Roma.I numeri, purtroppo per la competitività del campionato, parlano chiarissimo e danno ragione al Presidente della Lazio: le prime cinque in classifica (Juve, Inter, Napoli, Lazio e Milan) segnano come le altre quindici messe insieme. Un dato allarmante, mai emerso nei campionati delle scorse stagioni. Troppo presto per tracciare un dato statistico, meglio aspettare una visione di medio periodo. Ma la tendenza sembra eclatante e la classifica lo dimostra, con il gap massimo tra Juventus e Napoli(punteggio massimo) e Benevento (nemmeno un punto). La Serie A è già spaccata in tre tronconi. Quelle di testa, a cui si è aggiunto il Torino e a turno possono rientrare Sampdoria e Fioentina, che hanno le velleità per lottare per il settimo posto, quelle “tranquille” (Chievo, Bologna & Co.) e quelle che lotteranno per la salvezza, racimolando pochi punti.

Negli anni sono passate il Treviso, l’Ancona, il Novara, il Carpi, il Modena, il Frosinone. Ora Spal e Benevento. Insomma, con il campionato di A a 20 squadre ed una B a 22 cosi' allargata, il rischio è questo. Vero è, va detto, che in questi anni, molte grandi piazze sono venute meno nella massima serie e stanno pian piano cercando di rialzarsi. Parliamo ad esempio di Palermo, Bari, Venezia, Perugia e sopratutto Parma. Anche lo stesso Hellas Verona appena tornato in A, ma che ha visto certamente anni migliori. La crisi di queste grandi squadre ha dato spazio alle novità appena citate. Spesso si è parlato di vere e proprie meteore, altre, invece, le esordienti di turno hanno messo piede stabilmente nella massima Serie, arrivando fino in Europa. I casi eclatanti si chiamano Sassuolo e soprattutto Chievo, ormai realtà consolidate ed inscalfibili del massimo campionato italiano. Lo scorso anno è stata la volta del Crotone fare la sua piccola grande impresa, costringendo alla retrocessione squadre ben più importanti e "blasonate", nel loro piccolo, come Empoli e Palermo.

La Spal sta cercando di rimanere in quel solco. 4 punti in 5 giornate (avendo giocato in casa di Lazio, Milan ed Inter), tanti complimenti a Semplici e ai suoi ragazzi e sensazione di essere di fronte ad una squadra che se la potrà giocare per la salvezza fino in fondo. Lo scorso anno, il Crotone che ha poi fatto il miracolo, ha impiegato 12 giornate per mettere assieme 5 punti. Frutto di soli pareggi. La Spal, con 4 punti ed una vittoria già in tasca, è già a buon punto. Meno facile per il Benevento, unica squadra ancora a secco di punti. Sfortunata, molto, con Sampdoria (giallorossi in vantaggio a Marassi), Bologna (gol prima convalidato e poi annullato con il Var al minuto 94) e Torino (dominio del Benevento e vittoria granata oltre al 90esimo), mentre vero colabroso con il Napoli. Purtroppo per Baroini ed i suoi, ora arriva la Roma, bisognosa di punti per rincorrere chi davanti sta correndo piu' di lei. C'è poi il Verona, che al momento gioca il peggior calcio della Serie A e non sembra attrezzata per salvarsi. Forse un cambio di tecnico, potrebbe riavvivare soprattutto Pazzini, unico appiglio per i gialloblu per tentare il miracolo. Hellas, Benevento, Spal e Crotone quindi. Difficile in questa lotta possa "scendere" qualche squadra più importante. Le indiziate sembrano essere il Genoa, il Sassuolo e l'Udinese. Tutte e tre sembrano però avere qualità e risorse per potersi salvare in maniera agile.