Roma-Juventus, resa dei conti quasi fuori tempo massimo

Spalletti ricompone i cocci, Allegri lotta su tre fronti - Tra i due litiganti, Sarri spera

di Angelica Cardoni

Quando tutto gira storto, non c’è soluzione che tenga. La vittoria sul Milan non è bastata a riportare il sereno a Trigoria. Certo, la Roma ha sorriso, ma soltanto per poche ore. Poi, è stata costretta ad affrontare i problemi di sempre. Prima ci si è messo Spalletti, che ha negato a Francesco Totti l’ultima passerella a San Siro. Davanti a un pubblico che avrebbe voluto onorarlo e applaudirlo, per cinque minuti. I tifosi giallorossi erano pronti, i tifosi milanisti anche. Poi ci ha messo lo zampino la sfortuna, che ora vede giallorosso. E colpisce Edin Džeko che salterà il big match contro la Juventus per una lesione al polpaccio, rimediata contro i rossoneri. Una prestazione brillante, impreziosita da due reti che hanno affidato all’attaccante bosniaco il podio della classifica dei marcatori. Una partita che gli ha dato tanto e tolto altrettanto. Sì, perché contro la Vecchia Signora la sua mancanza si farà sentire. Anche perché Spalletti dovrà fare i conti con l’assenza di Strootman, ancora squalificato dopo il derby, e con gli acciacchi di Perotti e Nainggolan.

La resa dei conti - Roma-Juventus non ha mai deluso le aspettative dei calciofili. La gara in programma all’Olimpico - domenica sera - non sarà da meno. Probabilmente, anche l’approccio psicologico sposterà l’ago della bilancia. La Roma naviga in un mare tempestoso, la Juventus respira un clima tranquillo. I tifosi capitolini condividono sempre meno le scelte di Spalletti, quelli bianconeri possono solo ringraziare il loro comandante. Campionato, Coppa Italia e Champions League. Allegri potrebbe centrare il triplete, vincendo matematicamente lo scudetto proprio all’Olimpico. Soltanto dopo, ci sarà da voltare pagina e pensare alla strategia migliore per affondare la Lazio nella finale di Coppa Italia. E volendo sognare in grande, portare a casa anche la Champions. Per Spalletti e la Roma, probabilmente, c’è soltanto un secondo posto da blindare. Al più presto.

Derby toscano - Quello tra Luciano Spalletti e Massimiliano Allegri è un derby tutto toscano. Il primo teatrale e concitato, il secondo pragmatico e pacato. Un atteggiamento che poi si riflette inevitabilmente anche nella gestione della squadra, dei tifosi, delle critiche. Il tecnico bianconero sa come tenere a bada le voci, preferendo lavare i panni sporchi in casa propria. Con Spalletti, invece, i siparietti non hanno mai fine. Un modo di fare che non paga. Almeno, nella maggior parte dei casi.

Sarri in poltrona - Uno degli spettatori più interessati alla sfida dell’Olimpico è Maurizio Sarri. Probabilmente non avrebbe mai immaginato di essere costretto a fare il tifo per Gonzalo Higuaín. L’ex illustre del Napoli. “Per me è come un figlio, l’abbandono è stato brutto, ma adesso siamo tornati a sentirci” - aveva chiarito qualche mese fa. Certo è, che se la Juventus battesse la Roma e il Napoli tornasse con un risultato positivo dalla trasferta di Torino, il secondo posto sarebbe ancora in ballo. L’accesso diretto alla Champions fa gola dalle parti di Castel Volturno. Come il migliore babà di sempre. O forse, anche di più.