Roma troppo tardi, il Napoli adesso punta il Real

Spalletti paga dazio al derby, Sarri deve recuperare Mertens e imitare il Las Palmas

di Mattia Marinelli

Spalletti doveva pensarci prima, doveva resistere, lui uomo tutto d'un pezzo, alla città che gli chiedeva il derby e solo il derby. Non si può, soprattutto se la paertita non è decisiva per definizione come una Semifinale di andata, schierare la miglior formazione al mercoledì quando poi al sabato, poche ore dopo, c'è un Napoli con il dente avvelenato. Con il senno di poi, la Roma doveva gestire mercoledì e puntare tutto sulla gara contro il Napoli. Che si è rivelata decisiva, i giallorossi escono pressochè definitivamente dalla lotta Scudetto, al contrario del derby d'andata che aveva comunque un domani, una prova d'appello nella sfida di ritorno. La Roma nel primo tempo ha mostrato tutta la stanchezza di Manolas, improvvisamente con tutto il peso della difesa sulle spalle per via della settimana nera del solitamente pronto e affidabile Fazio, ma ha esibito anche tutta l'inconsistente evoluzione di El Shaarawy che gioca male lui, in questo momento, e fa giocar male anche la squadra. Dopo un primo tempo impalpabile, la Roma si è accesa nel secondo tempo quando Perotti è passato a sinistra e Bruino Peres ha iniziato a fare vasche a destra. Errori, occasioni, miracoli di Reina, ma non è bastato: 1-2.

Prima della sfida di Roma, c'era certezza diffusa sull'inutilità assoluta della gara di ritorno con il Real Madrid. Invece la prova convincente di Roma, per alcuni tratti della gara anche il 2-0 sembrava troppo stretto per il Napoli, ha senz'altro il merito di blidare il terzo posto partenopeo, ma non solo. Roma-Napoli, soprattutto e assolutamente, accende il San Paolo per la sfida di ritorno con il Real Madrid. Adesso tutta Napoli ci crede. La squadra è tornata. Se gioca sotto il pelo dell'acqua e pancia a terra anche contro il Real Madrid come ha fatto sul campo della Roma, tutto può accadere. Un allenatore preparato come Sarri non può non aver colto certi messaggi di Real Madrid-Las Palmas. Ma al di là di questo, la crescita di Rog e il ritorno alla forma migliore di Mertens (a proposito come sta? Polpaccio? Caviglia?) rilanciano gli azzurri. C'è un punto fondamentale però: per avere qualche speranza, Reina e Koilibaly devono essere, senza tentennamenti, gli stessi dell'Olimpico per tutti i 95 minuti. Ma, visto l'esempio della partita gestita splendidamente a Roma, una lezione soprattutto deve mettere in pratica il Napoli: il silenzio. L'avvicinamento al ritorno deve essere pratico, rigoroso, senza sceneggiate e senza fronzoli. Così, con un po' di fortuna, si potrebbe fare.