Prospettive tattiche, Inter e Milan, perchè Borja Valero e perchè Biglia

Calcio e fosforo, Borja Valero e Biglia, i trentenni non sono vecchi

di Max Bambara

C’è da tempo la moda di giudicare un giocatore in base alla carta d’identità. Che grave errore! L’anagrafe ha di certo un suo peso nella valutazione complessiva di un giocatore, ma non può rappresentare l’unico argomento analitico. Il riferimento è a due giocatori che, in questo mese di giugno, sono sul mercato e vengono accostati a più riprese al Milan ed all’Inter. Si tratta di Lucas Biglia e di BorjaValero. Trentuno primavere il primo, trentadue il secondo. Qualcuno li bolla come vecchi, qualcun altro come logori. Per qualcun altro ancora, l’affare lo farebbe l’Inter perché pagherebbe molto meno Borja rispetto a Biglia. Queste prospettive di valutazione sono però abbastanza vacue. I giocatori vanno infatti valutati principalmente per le caratteristiche che hanno e per la loro funzionalità al progetto tecnico degli allenatori delle due squadre. Si tratta poi di due elementi integri, che possono aver avuto qualche infortunio, ma che nella casella presenze stagionali sono risultati sempre fra i più utilizzati.

Considerare vecchi due trentenni è poi un errore di principio che non andrebbe commesso dato che, ormai, la carriera dei giocatori si è allungata sino ai 36-37 anni a buoni livelli. Lucas Biglia sarebbe il regista perfetto del 433 su cui sta lavorando il Milan. Gioca in quel ruolo nella Lazio e ricopre spesso quella posizione nella nazionale argentina. Da anni al Milan manca un giocatore capace di dettare i tempi al gioco e di scandire i ritmi dello stesso senza far mancare la dovuta protezione alla linea difensiva. Biglia sa giocare ad un tocco ed a due tocchi, ha il lancio e sa battere in maniera superba le palle inattive. Non è poco, anzi è moltissimo nello scacchiere tattico di Montella che, l’anno scorso, soprattutto nei momenti di down fisico, ha molto patito l’assenza di un giocatore così. Per quanto concerne BorjaValero invece non parliamo di un regista, bensì di una mezzala di qualità. Si tratta di un giocatore che sa stare in campo e questa definizione è un grande complimento per lo spagnolo. Ai piedi buoni infatti, il giocatore viola aggiunge una testa pensante che, sul campo, assume un peso importante. Per Spalletti il suo arrivo è fondamentale perché all’Inter l’anno scorso è mancato come il pane un giocatore barometro capace di consentire al tecnico di passare in corsa dal 433 al 4231. Né Joao Mario, né Banega, avevano queste caratteristiche. Borja le possiede, non a caso nella Fiorentina ha giocato spesso sia da mezzala sinistra sia da trequartista. Le ragioni di campo quindi, sembrerebbero consigliare ad entrambe le milanesi queste operazioni. Per gli allenatori questo tipo di esigenze vengono nettamente prima di aspetti come l’anagrafe. Anzi spesso per un tecnico è preferibile avere un giocatore già rodato, piuttosto che un giocatore su cui lavorare in quanto la formazione ha dei tempi e dei costi in termini di punti. Biglia e BorjaValero sono invece il classico usato sicuro, investimenti dal rendimento garantito sul campo. Non è poco: per Montella e per Spalletti è già moltissimo.