Orari Serie A, lo spezzatino non è più un'opinione ma una strategia

E' il mercato bellezza, e anche il derby di Milano deve "scomodarsi"

di Carmelo Catania

Ha fatto molto discutere nei giorni scorsi la notizia sul prossimo derby di Milano che si giocherà per la prima volta nella storia all’orario di pranzo del prossimo 15 aprile. Come al solito si è aperto un dibattito tra i tifosi, tra chi, più nostalgico, rimpiange i derby giocati in notturna, e chi invece si adegua e accetta di buon grado una Serie A sempre più aperta ai mercati esteri.

E sotto quest’ottica che la Serie A, già negli ultimi anni diventata sempre più “spezzatino”, si prepara ulteriormente ad adeguarsi alle nuove esigenze del mercato. Sempre più partite di cartello alle 12.30 e sosta natalizia spostata più avanti per poter giocare, come avviene in Inghilterra, a cavallo tra Natale e capodanno. Queste sono solo alcune delle nuove proposte che si prevede che possano diventare attive al più presto (già la Serie B è scesa in campo il 24 dicembre riscontrando un buon successo).

Insomma, la Serie A si svecchia e cambia palle adeguandosi a Premier e Liga, già da tempo abituate a soddisfare le esigenze dei mercati esteri. Si abituino anche i nostalgici della Serie A, soprattutto i tifosi di Inter e Milan, che il 14 Aprile vivranno non un pasto, ma un antipasto della nuova Serie A. Tutto questo nel rispetto dei progressisti che ammiccano ai milioni dell'Asia e ai conservatori che non baratterebbero per nulla al mondo l'identità della A. Nel rispetto di questi ultimi, va aggiunto però che non si possono pretendere grandi acquisti e grandi investimenti, se poi sul mercato c'è una certa domanda di calcio televisivo e un intero movimento sportivo la delude. Senza duttilità, il Campionato non recupera risorse. E senza i lilleri non si lallera, come si dice proprio nella città, Milano, che a sua volta dopo Torino, sperimenterà il derby delle 12.30, il derby del brunch, il derby che è sempre e comunque derby.