Non solo il preparatore atletico, il resto del lavoro che attende Montella

Oltre il preparatore atletico: Montella deve far quadrare il Milan fra le esigenze di Bonucci e quelle di Suso

di Franco Ordine

Suso ha appena rinnovato, contratto fino al 2022, 3 milioni il suo ricco stipendio e clausola (da 50 milioni) a protezione del patrimonio. Bonucci è arrivato ad agosto con una spesa di 42 milioni, l’acquisto più costoso dell’intero mercato rossonero. Adesso il rompicapo per Vincenzo Montella è il seguente: come mettere insieme questi due “pezzi da novanta”?

Già perché uno, il difensore arrivato da Torino bianconera, ha una predilezione per la difesa a 3. Si trova a suo agio pur se fin qui non ha ancora registrato meccanismi, intese e perfezionato i tempi di gioco, specie in occasione dei suoi lanci che non possono e non devono diventare l’unica risorsa di gioco.

L’altro, lo spagnolo, abituato a giocare sul binario di destra, a piede invertito, da seconda punta è un pesce fuor d’acqua, annaspa, ciondola, va alla ricerca della zolla giusta senza mai trovarla e solo quando si isola a destra mette in mostra qualche dribbling dei suoi. Come farli convivere senza violentare uno e l’altro? Ci vorrebbe un mago. O uno sforzo da parte del tecnico nel convincere entrambi a mostrare maggiore applicazione e grande umiltà. Ve lo ricordate Ancelotti? Aveva Rui Costa, Kakà, più Shevchenko e Inzaghi e se la cavò ideando il famoso alberello di Natale.