Non è uno scherzo, i tifosi del Milan abbracciano ed emozionano Leonardo Bonucci

Dopo Pirlo alla Juve e dopo Donnarumma che resta al Milan, è Bonucci che spariglia

di Enrico Vitolo

Qualcuno, forse, per un attimo avrà pensato che potesse essere il classico pesce d’aprile, ma poi quando avranno girato lo sguardo verso il calendario si saranno accorti immediatamente che il periodo è completamente differente. Ma tranquilli, non vi preoccupate: non è colpa del grande caldo che sta colpendo lo stivale. Il periodo èsemplicemente quello del calciomercato. Per la precisione è il 14 luglio 2017, una data che oggi verrà ricordata come speciale e che tra qualche anno, chissà, potrebbe essere addirittura ricordata come quella dell’ennesima svolta per il calcio italiano. Leonardo Bonucci saluta la Juventus e si lega ufficialmente al nuovo Milan targato Fassone-Mirabelli. Delle volte basta muovere solo una pedina ed ecco che si arriva inaspettatamente a fare scacco matto. Le due protagoniste degli ultimi giorni ne sanno qualcosa, ricordate il 25 maggio del 2011? Già, stiamo parlando proprio di lui. Di Andrea Pirlo. Quella volta il viaggio fu inverso e la partita fu vinta, anche troppo facilmente, dai bianconeri di Antonio Conte, che esattamente come il Milan del presente erano pronti a ripartire dopo alcune stagioni di grandi difficoltà.

Ma nella storia intrecciata tra Milan e Juventus c’è tanto altro, tanti capitoli che hanno reso appassionante gli ultimi anni del calcio italiano. Il tutto anche senza la presenza dei vari social network che oggi raccontano qualsiasi dettaglio, vero o falso che sia. E pensare che il primo affare tra i due club si concluse addirittura nel 1942, quando un grande come Giuseppe Meazza lasciò i rossoneri per trasferirsi qualche chilometro più distante. A ruota poi, tra gli anni sessanta e settanta, toccò ai vari Bruno Mora, Fabio Capello e Romeo Benetti vivere quella sensazione che oggi viene definite da “traditore”. Tra i trasferimenti che fecero più scalpore ci sono sicuramente quelli di Paolo Rossi nel 1985 (ma al Milan non andò oltre le 2 reti in 20 partite) e di Roberto Baggio nel 1995 (un campionato vinto da protagonista). Ancora meglio andò con Davids e Inzaghi (nell’affare rientrò Zenoni), il primo fu uno dei perni imprescindibili della prima Juventus di Lippi mentre il secondo del Milan di Ancelotti. Dopo di loro lo stesso destino è toccato anche ad Abbiati, Legrottaglie e Matri, nulla però neppure paragonabile a tutto quello che sta accadendo in queste giorni con Leonardo Bonucci. Perché ve lo confermiamo, non è un pesce d’aprile.