Nazionale, Tavecchio vuole Maldini, ma Ventura sogna Totti

Nazionale, Paolo Maldini in pole per il ruolo di team manager - Gian Piero Ventura strizza l’occhio anche a Totti

di Angelica Cardoni

Se la Roma è ancora convalescente dopo i saluti di Francesco Totti, il Milan riavvolge il nastro. Almeno fino al 31 maggio 2009. Esattamente otto anni fa, Paolo Maldini giocava, a Firenze, la sua ultima partita con la maglia del Milan. Con quella casacca che non ha mai tradito e che ha ereditato da suo padre, con quei colori che lo hanno reso una bandiera della Milano rossonera. La Roma contro il Genoa doveva blindare il secondo posto, il Milan contro la Fiorentina doveva conquistare l’accesso diretto alla Champions League. Ma la posta in palio, di domenica e di otto anni fa, era molto più alta. C’era il cuore a comandare. Un campione da salutare, da onorare e da applaudire. Di più, rispetto alla sua ultima partita a San Siro, quando il Milan perse contro la Roma. Una fetta di tifosi della Curva Sud rovinò l’addio di Paolo Maldini con qualche striscione polemico per alcune considerazioni del capitano sul tifo organizzato. Una nota stonata in un San Siro in delirio per lui. Uno stadio consapevole che un’assenza del genere si sarebbe fatta sentire. Paolo Maldini è mancato al Milan, come Francesco Totti mancherà alla Roma. Succede quando si condivide tutto. Gioie, dolori e circa un quarto di secolo.

Tanti tifosi hanno sognato un ritorno di Paolo Maldini nell’entourage del Milan. Lui non ha mai accettato, anche dopo l’arrivo della dirigenza cinese a Milano. Nell’anniversario del suo addio e dopo pochi giorni da quello di Totti, i due simboli di Milano e Roma, hanno stuzzicato l’appetito della Nazionale. In particolare Paolo Maldini, vicinissimo al ruolo di team manager al posto di Gabriele Oriali che, dopo l’Europeo Under 21, tornerà a lavorare all’Inter. La Figc sembra non avere dubbi. Vuole Paolo. Una bandiera, un’icona, una leggenda. Probabilmente perché, da quel lontano esordio contro l’Udinese (il 20 gennaio 1985), Maldini è stato un esempio per tutti. In campo e fuori. E continua ad esserlo per i calciatori della Nazionale di oggi, i bambini e i ragazzi di ieri. Nel frattempo, il ct Gian Piero Ventura ha strizzato l’occhiolino anche a Francesco Totti: “Se venisse, sarebbe un vero punto di riferimento”. Insomma, da campioni come loro non ci si vorrebbe separare mai.