Juventus-Inter, al di là degli episodi, l'Inter adesso deve vincerle tutte

Il derby d’Italia, si sa, non finisce mai al 90’

di Bettino Calcaterra

Una buona Inter gioca alla pari contro la Juventus ma perde, probabilmente meritatandolo a conti fatti fra il primo e il secondo tempo, un incontro che poteva avere un epilogo differente. La Juventus è più squadra, più solida, più abituata alle partite dure e decisive, ma l’Inter, senza qualche svista arbitrale, poteva uscire indenne dallo Stadium. Non è mai simpatico o politicamente corretto parlare di arbitri, ma gli errori di Rizzoli e della sua task force di collaboratori rimangono. E’ dall'immediato post partite che tengono banco le moviole su tutti i canali e ognuno dice la propria. Restano solo pochi elementi di fatto, ad esempio quando vedi che una maglietta viene tirata è calcio di rigore, non può esserci un grande margine di interpretazione. E’ come quando scatta il rosso, bisogna fermarsi e prendere la decisione. Stessa cosa vale per intervento di Mandžukić su Icardi. Quando becchi tutto, fra palla e giocatore, è fallo. Senza se e senza ma. Almeno a centrocampo funziona così.

Detto questo, la Juve ha meritato di vincere non per altro ma perché l’Inter, soprattutto nel secondo tempo, non ha mai tirato in porta. Poco, troppo poco i tiri di Gagliardini, Joao Mario fuori di un soffio e il tocco a incrociare di Icardi. Non si può vincere se non si centra mai lo specchio della porta. Da Torino, però, l’Inter esce con una consapevolezza. La Juventus non è più così lontana. Due o tre ottimi acquisti e il gap è colmato. Rimane l’amaro in bocca per una sconfitta che si poteva evitare con un minimo di attenzione. Tornando sul signor Rizzoli, appare corretta l’espulsione di Perišić. E’ anche vero che a pochi secondi dalla fine far finta di non sentire non è un peccato mortale. E' vero che, nel computo delle ammonizioni complessive della sfida dello Juventus Stadium, la squadra che ha rimediato più gialli è la Juventus, ma l'amaro in bocca alla Milano interista resta. Quello che ne consegue oggi è se l'Inter deve concentrarsi maggiormente sugli episodi arbitrali, nell'analizzare la partita, o sulla mancanza di reazione pressochè totale al gol di Cuadrado. Dopo la rete del colombiano, l'Inter si è ridimensionata, sgonfiata, impaurita, ha perso la personalità del primo tempo. E questo sulla strada di una maturazione e di uno sviluppo, non può e non deve accadere.

Sul discorso arbitrale, invece, il signor Rizzoli è lo stesso arbitro che, però, che permette a Bonucci di andare testa a testa e allora due pesi e due misure. Poco male, ormai è andata. Adesso l’Inter deve concentrarsi per vincere gli scontri diretti, in casa, contro Roma e Napoli e poi non fare più passi falsi. Praticamente le deve vincere tutte per acciuffare un posto disponibile per la futura Champions League.