Il Milan gioca bene, ma fare gol fa parte del gioco

Il motore del Milan gira, ma non romba - Il centrocampo di Montella non fa gol

di Max Bambara

Se giochi bene, tenendo tanto la palla ed avendo più occasioni dell’avversario senza riuscire a segnare, qualche domanda devi fartela. Le criticità di questo Milan, nella veste tattica scelta da Montella, erano note da inizio stagione. Fino a quando il rendimento difensivo è stato altissimo, la squadra è riuscita a mascherarle. Oggi fa invece fatica a farlo perché è saltato qualche equilibrio soprattutto a causa dell’infortunio di Bonaventura, unico elemento in grado di dare garanzie in entrambi le fasi di gioco. Questa squadra tuttavia ha un problema cronico di uomini gol, nel senso che, tolto Bacca, statisticamente non ha giocatori da doppia cifra in stagione. A ciò si aggiunge un problema ancora più grande chiamato ultimo passaggio. Nel 4-3-3, i giocatori chiave sono le mezzali che sfruttano il lavoro degli esterni per riempire l’area avversaria e diventare vere e proprie seconde punte, sia con la finalizzazione, sia con assist vincenti. Il Milan sta alternando tre giocatori per due posti (Bertolacci, Kucka e Pasalic). Il loro bottino di gol complessivo è 4; il loro bottino di assist complessivo è fermo ad 1. Pellegrini (una mezzala di una squadra di bassa classifica che gioca lo stesso sistema di calcio del Milan), da solo, ha portato in dote 5 reti e 3 assist alla sua squadra, ossia quasi il doppio di tutte le mezzali rossonere. Il Napoli che, a differenza del Milan, lotta per la Champions League e non per l’Europa League, ha due mezzali come Zielinsky e Hamsik che, insieme, hanno portato alla squadra 11 reti e 13 assist. In questi numeri non ci sono verità assolute, ma una semplice chiave di lettura. Il Milan ha dei limiti che, finora, sono stati ben coperti da una coppia centrale difensiva che ha avuto un rendimento eccezionale, favorito però da un atteggiamento tattico meno spregiudicato. Adesso, per ovvie ragioni, stanno rifiatando e ad entrambi capita qualche battuta a vuoto più mentale che fisica. Lo dimostra l'atteggiamento sbagliato di Paletta sul rigore di domenicapomeriggio, così come le ultime gare di Romagnoli in cui vi sono state molte letture sbagliate.La scelta di Montella, dopo Doha, di alzare i terzini in fase di uscita, non sta dando i frutti che l’allenatore campano sperava perché questo Milan, per diventare davvero offensivo, dovrà alzare in futuro la qualità degli interni della mediana, ossia dei due elementi che danno senso e significato ad un 4-3-3 di stampo offensivo. Oggi si può solo proseguire sulla strada pre Doha, sperando che la compattezza come elemento valoriale aiuti la squadra a trovare certezze e riferimenti antichi.