Da Florenzi a Conti, sempre lui il crociato del ginocchio, l'entusiasmo tradito

La roulette russa del crociato, questa volta Milan, questa volta Conti

di Mattia Marinelli

Un minuto sei un calciatore, giovane, affamato di campo, determinato e in salute. Un minuto dopo, smetti di essere tutto questo e invece che sull'Udinese devi concentrarti sull'orario dell'operazione in ospedale. E' la legge del contrappasso di tutti gli infortuni, cattivi e subdoli sempre e per tutti. Andrea Conti stava rientrando da un leggero problema alla caviglia e si stava allenando, fiducioso e grintoso, a casa sua, a Milanello.

Un problema, il dolore, la lastra. Già nel momento in cui si inizia a parlare di legamento crociato del ginocchio, iniziano a tremare le vene e i polsi. Poi speri che sia lesione e non rottura, poi pensi ai mesi e ti auguri che siano quattro e non sei. Poi però il comunicato ufficiale azzera tutto, stacca la spina della speranza di averla scampata bella e inizia il lungo, tortuoso, count down verso il ritorno in campo.

Andrea Conti ha al suo fianco il simbolo, l'emblema di come si reagisce e di come non ci si debba mai perdere d'animo: Riccardo Montolivo. Prima tibia e perone nel Giugno 2014, poi il legamento crociato del ginocchio nel 2016, un Mondiale e un Europeo persi. Eppure, Riccardo lotta, sgomita e sbuffa ancora su tutti i campi di calcio che gli capita di calcare, in partita e in allenamento.

Non ci voleva certo, ma il Milan che sta trovando la quadra e la squadra farà trovare ad Andrea Conti un gruppo pronto a riassorbirlo nel 2018, quando sarà il momento, quando tutto sarà passato e quando la guarigione sarà acclarata. Il crociato che salta è dietro l'angolo per tutti nel calcio di oggi, in tutte le squadre e a tutte le età. Non ci sono ragioni specifiche, il crociato spara nel mucchio e chi trova trova.

Il futuro lavora per Andrea Conti. Dopo una estate trascorsa a perdifiato fra l'Europeo Under 21 e la lunga trattativa fra Atalanta e Milan, ecco se non altro l'occasione per rifiatare e riordinare le idee: ne avrebbe fatto volentieri a meno Andrea e lo stesso avrebbe fatto tutto il popolo rossonero. Ma da Florenzi a Marchisio, da Peroin a tanti altri, il calcio non fa sconti. E' una ruota un po' pazzerella e molto affascinante ma anche crudele che gira a perdifiato. Adesso tocca a Conti, adesso tocca al Milan che, con la difesa a tre, può assegnare compiti meno difensivi ad Abate e Calabria che sono pronti all'occorrenza. Un anno fa la stagione del Milan sembrava finita con l'infortunio di Bonaventura e invece è proseguita. Rossoneri al lavoro anche per assorbire il lungo stop di Conti.