Champions League nuova di zecca, è tutto pronto

Champions League 2018-2019: un sorriso da Milan e Inter

di Enrico Vitolo

Pronti per il cambiamento. Meglio ancora, pronti per la rivoluzione. In tutto e per tutto, senza lasciare nulla al caso. Questa volta si, questa volta nessun ripensamento. Nella stagione 2018-19, secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, si lascerà il benservito alla Champions League, che di momenti belli ne ha certamente regalati in tutti questi anni, e si darà il ben arrivato alla Superchampions, che avrà viceversa il compito di essere anche più incisiva del suo predecessore. E così ancora un torneo e poi sarà riforma, inevitabile vedendo quanto va veloce il calcio di oggi. Talmente veloce che, mentre in queste ore saliva l’attesa per sfide come Real Madrid-Napoli e Psg-Barcelona, che chi già si faceva assalire dal fascino delle partite che potrebbero rendere avvincente la Superchampions. La casa dei top club europei, perché questo è l’intento primario. Ecco spiegato il motivo della scelta di voler dare i primi 16 pass (senza passare tramite i playoff) alle prime quattro classificate delle prime quattro nazioni del ranking Uefa. Per cui: Spagna, Inghilterra, Germania e l’Italia, che può tornare così a sorridere dopo le sofferenze degli ultimi tempi. Sorridono, soprattutto, Milan e Inter che da qualche stagione tentano inutilmente l’aggancio al gradino più basso del podio della Serie A. Ma dal 2018 ci sarà un posto in più sul treno che porterà dritto verso la possibile conquista della Coppa dalle grandi orecchie, mentre in Europa League andranno la quinta classifica, la vincente della Coppa Italia ed anche la sesta classificata che accederà solamente ai preliminari.

Attenzione, però, a Francia, Russia e Portogallo, seppur distanti sono le tre inseguitrici ai primi posti del ranking. A loropertanto, per il momento, toccherà un posto tra i restanti 16, con 10 che arriveranno direttamente alla fase regolare e 6 che dovranno invece prima superare i preliminari.Ma le novità non riguarderanno solo la formula (otto gironi da 4 squadre ciascuno e poi classico tabellone tennistico dagli ottavi alla finale), come detto la rivoluzione sarà totale. Di quelle che rimarranno nella memoria di tutti. Quindi anche sotto l’aspetto economico. I club, infatti, riceveranno dei premi in base al market pool (15%), al fisso partecipazione (25%), ai risultati nel torneo (30%) ed ai risultati storici (30%). Altro cambiamento, ma sarà solo parziale, riguarderà gli orari delle gare: 2 partite si giocheranno alle 19, le altre 6 alle 21. Quello che non cambierà, invece, è il sorteggio iniziale, in prima fascia infatti ci sarà sempre spazio per il detentore della Coppa e per le 7 squadre che vinceranno i principali campionati europei. Ormai è davvero quasi tutto pronto, lo spettacolo deve solo cominciare.