C'era una volta...il calcio che cambia

L'uno-due del grande calcio: dal derby a mezzogiorno al Campionato a Ferragosto o quasi

di Marco Varini

In principio era la domenica alle 14.30 (o le 15.00). C’era la Tv in bianco e nero, c’era solo la RAI, si vedeva una sola partita. Oppure si potevano ascoltare alla radio. Per i gol si attendeva 90° minuto. Lo stadio di San Siro aveva 2 anelli. Sembra passata una vita intera rispetto al calcio di oggi, ma in realtà, guardando bene, non sono poi molti anni. Il calcio negli ultimi tempi ha subito un brusco cambiamento, ma sono pochi i nostalgici del calcio che fu. E’ cambiata la tecnologia, partendo dal bianco e nero, passando per i colori, per arrivare all’attuale “4K”, il massimo della definizione TV. La partita alla radio è ormai un lontano ricordo, in un mondo pieno di smartphone, WEB, ma soprattutto di PAY-TV.

Proprio le Pay-TV, unite a un sempre più ampio bisogno di soldi da parte del calcio, soprattutto italiano, ma non solo, stanno cambiando profondamente il modo di vivere lo sport del pallone. La Serie A cerca di avvicinarsi al potere detenuto, soprattutto in materia di diritti TV all’estero, dalla Premier League inglese, i cui diritti vengono venduti a circa 1 miliardo di euro annui. La Serie A raccoglie poco più di 200 milioni. Da qui la comparsa degli anticipi e posticipi, passando per i turni infrasettimanali (mercoledì) fino ad arrivare al poco gradito “lunch match” delle 12.30. E proprio in relazione a quest’orario va ricordato il prossimo derby Inter-Milan, del 15 aprile, che si giocherà appunto alle 12.30. Una scelta per andare incontro alle esigenze cinesi, e non solo, ma che non è stata accolta benissimo dal pubblico milanese. A questo si aggiungono il “Monday night” del lunedi sera e i match giocati di venerdi, come l’ultimo Juve-Milan del 10Mmarzo.

Ma un’altra novità è pronta a creare divisioni. La Lega sta infatti valutando la possibilità di anticipare l’inizio del campionato al 13 Agosto. Una scelta dettata in primis dal prossimo match (decisivo) che vedrà impegnata la Nazionale contro la Spagna, per la qualificazione ai prossimi europei. Una scelta non ancora ufficiale, questo và detto, ma che sta già dividendo gli italiani. In quei giorni, si sa, le ferie estive la fanno da padrone, ma in un mondo che cambia, non solo calcistico, anche le ferie risentono del cambiamento. Le città non si svuotano ad agosto come accadeva fino a qualche anno fa, molti altri campionati (la stessa Premier League) partono a metà agosto. E’ giusto probabilmente che l’Italia si adegui. Sarà quindi spiaggia e Serie A? A breve lo scopriremo.