Una nuova Italia ancelottiana e giovane, il prima possibile

Alla Federazione spettano altre riforme, al nuovo Ct un duro lavoro

di Marco Rizzo

Da chi ripartire dopo il terremoto della mancata qualificazione ai Mondiali? Proviamo per un attimo a tornare a parlare di campo. Bene. Dopo l’addio a Ventura pare sarà davvero Carlo Ancelotti il prossimo CT azzurro. Altra cosa certa sono gli addii di Buffon, De Rossi e Barzagli. Incerto ancora quello di Chiellini. Bonucci sarà invece il nuovo capitano. Da qui a due anni il nuovo CT dovrà davvero seminare con intelligenza. Qualificarsi all’Europeo (che per la prima volta sarà itinerante, con gare giocate anche in Italia) non dovrebbe essere un’impresa titanica, anche se andrà valutato come peggiorerà il ranking azzurro dopo la mancata partecipazione a Russia 2018. Ecco che, comunque, l’Ancelotti di turno avrà la possibilità di sperimentare. Ma questa volta per davvero e non solo sulla carta, come sbandierato da precedenti CT.

Che serva una riforma, una ventata di aria nuova, è fuori di dubbio. Ma non dipenderà dal CT. Lui, chiunque sarà, potrà semmai indirizzarla e portarla a compimento. Ma le decisioni, spettano ad altri. Da par suo, Ancelotti o chi per esso, avrà il compito di provare ad inserire e valorizzare qualche talento che sta pian piano emergendo. Non parliamo dei vivai della Germania, ne dei talenti cristallini della Spagna o della Francia. Ma sotto le macerie, qualcosa cova. Donnarumma, Caldara, Rugani e Romagnoli sono il futuro della retroguardia azzurra. Talenti evidenti, che giocano già in squadre blasonate (Caldara lo farà dal prossimo anno) e possono vantare esperienza internazionale. Conti, Spinazzola, Calabria, Zappacosta, esterni che possono crescere e dire la loro. In mezzo al campo c’è un Verratti da innalzare a leader. E Ancelotti lo conosce bene. C’è un Jorginho da inserire sempre di più. Locatelli ha margini di crescita importanti. Marchisio e Bonaventura, giocatori di qualità che gli infortuni hanno tolto a Ventura.

In avanti Insigne, Belotti e Chiesa, rappresentano una nuova linfa importante su cui rifondare. Dietro di loro ci sono i Pellegrini, i Cutrone, i Bernardeschi. E poi l’usato sicuro: Bonucci, Parolo, ElShaarawy, Candreva, Florenzi. E poi ci sarà da scandagliare. Tra le giovanili, tra i campionati minori. L’Italia deve tornare a produrre giocatori di talento, livello e qualità. Il CT indirizzi il nuovo corso, ne sia complice e responsabile. In prima linea. Ma sia conscio che non tutto è da buttare e che del materiale dal quale ripartire c’è, ed è importante. Sin da ora.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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