Tra Serie A, B e C, nuovi piccoli grandi derby crescono

Storia, tradizione e passione: l’Italia riscopre i piccoli derby

di Marco Scipioni

Il derby è, letteralmente, la partita che vede affrontarsi due squadre che, in un campo di calcio, si contendono le mura della città. Limitarsi a tale definizione, però, è assai riduttivo, in quanto la stracittadina non è solamente un pallone che rotola sopra i fili d’erba, ma è soprattutto il contorno, ovvero ogni singolo tifoso che, recandosi allo stadio colorato coi colori sociali della propria squadra, contribuisce a rendere unica l’atmosfera, componendo la scena, il puzzle di cui egli è un fondamentale tassello. È necessario compiere un ulteriore step e dividere i derby in “grandi” e “piccoli”. Sono proprio quest’ultimi, infatti, i derby più sottovalutati, in quanto sono spesso giocati in città meno popolose o calcisticamente meno importanti e attirano meno audience. Tuttavia sono, in tanti casi, ancora più carichi di significato, in quanto le squadre coinvolte si giocano l’intera stagione.

In Serie A risponde sicuramente a queste caratteristiche la stracittadina di Verona, denominato il derby dell’Arena, ovvero tra il Chievo, rappresentante di un quartiere della città, e l’Hellas Verona che comprende l’intera Verona. Per la categoria cadetta, un derby particolarmente poco sponsorizzato è VirtusEntella-Spezia, rispettivamente squadra di Chiavari e di La Spezia, città liguri distanti soltanto 68 km, ma diverse per abitudini e stili di vita. Impossibile, infine, non sottolineare il derby della Meloria che quest’anno si giocherà in Lega Pro: Livorno-Pisa è molto sentito da entrambe le tifoserie che, pur divise anche socialmente a causa del tifo, non hanno esitato ad unirsi in caso di rispettivo bisogno, come avvenuto in questi giorni per superare i danni causati dall’alluvione che ha colpito Livorno.

 

 

 

 

 

 

 

 

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