Spalletti...Totti...per la verità Roma e la Roma stanno riscoprendo De Rossi

Daniele De Rossi a cuore aperto - La Nazionale, la Roma e il futuro

di Angelica Cardoni

“Con la Roma avrei voluto vincere di più ma non ho rimpianti”. Dopo tanti anni insieme, Daniele De Rossi rinnova il suo amore incondizionato per quella maglia che lo ha reso tale. Classe 1983, è simbolo della Roma giallorossa come l’amico e compagno Francesco Totti. Due giocatori che hanno fatto la storia del club. Alla pari di Paolo Maldini per il Milan, Alessandro Del Piero per la Juventus e tanti altri. L’inno alla Roma, questa volta, arriva direttamente dal ritiro della Nazionale e dalla conferenza stampa della vigilia di Olanda-Italia. Quella gara che per De Rossi non sarà soltanto un’amichevole. Quella gara che gli farà tagliare il traguardo delle 112 presenze con la maglia azzurra. Quella gara che lo farà accomodare sullo stesso gradino di Dino Zoff. Tra l’altro, dopo aver segnato venti gol come Paolo Rossi.

Orgoglio azzurro - Un onore, un’emozione forte, un obiettivo centrato alla grande. La Nazionale ha sempre regalato brividi forti a Daniele De Rossi. E continua a farlo. Nel mezzo, c’è un Mondiale vinto e il sogno di vincerne un altro. Insieme ai giovani che si stanno mettendo in mostra e che scriveranno il futuro. Donnarumma, Verratti, Immobile, Belotti. E Gagliardini: “Lui ha qualcosa di diverso”- ha detto De Rossi. Insomma, un incoraggiamento speciale per il centrocampista nerazzurro.

Cultura giallorossa - De Rossi ha scelto con il cuore di restare in quella città che lo ama così tanto. Certo, lui ricambia totalmente. E lo ha fatto da sempre. Formalmente, da quel lontano 25 gennaio 2003, quando all’età di 19 anni esordì nella massima serie, durante il match Como-Roma. Poi arrivò il primo gol in Serie A, all’Olimpico, contro il Torino. Una carriera in ascesa, una fiducia conquistata passo dopo passo, partita dopo partita, vittoria dopo vittoria, sconfitta dopo sconfitta. Nel bene e nel male. Sì, perché dietro il rettangolo verde c’è molto di più. De Rossi è un figlio d’arte e l’attaccamento alla maglia è servito come il pane quotidiano a casa sua. Una questione di cultura ed educazione allo stesso tempo. E, perché no, anche di stile. Sarà per questo che lui non ha mai fatto parte di quel viavai di giocatori corteggiati e agganciati da altre piazze. Alcune anche più prestigiose.

Roma, i big a rischio - Il contratto di Daniele De Rossi scade il 30 giugno 2017. Anche quello di Francesco Totti. Anche quello di Luciano Spalletti. Terno: vicecapitano, capitano e allenatore viaggiano sul filo del rasoio. E quando le tre colonne portanti di un edificio traballano, bisogna correre ai ripari. Quella meno complicata è la situazione di De Rossi. Totti si avvia verso la fine della carriera e Spalletti ha tanti dubbi. Probabilmente, il derby di Coppa Italia del 4 aprile e le prossime gare di campionato - a partire da quella contro l’Empoli - lo aiuteranno a sbrogliare la matassa.