Roma saluta Totti, mentre inizia il calvario di Emerson Palmieri

Roma, gioie e dolori - L'addio di Totti e l'accesso diretto alla Champions

di Angelica Cardoni

Quanto amore c'è nel calcio? Probabilmente, i più cinici avrebbero avuto qualcosa da obiettare. Almeno fino alle 19.50 di ieri, quando Francesco Totti ha commosso tutti. I romantici, gli insensibili, i bambini, le donne, i calciofili e i tifosi. Non solo romanisti, anzi. Totti è riuscito a conquistare la stima degli avversari con il talento, l'autoironia e l'umiltà. Quella stessa umiltà che lo ha legato a Roma, eternamente. Quella stessa umiltà che ha respinto il corteggiamento e gli occhiolini strizzati dalle altre squadre. Quella stessa umiltà con cui ha salutato i suoi tifosi. Con una lettera a cuore aperto: “È arrivato un momento che speravo non arrivasse mai. Rimarrei qui per altri 25 anni”. Una passeggiata lunghissima nello stadio che lo ha accolto bambino e lo saluta uomo, insieme alla moglie Ilary Blasi e ai suoi tre figli, non potrebbe voler dire il contrario. E poi ancora: “Ho paura del futuro, ora ho bisogno di voi. Vi amo”. Poi, è arrivato il momento di calciare l'ultimo pallone in curva. Lacrime e sguardo perso. Sì, perché il Pupone lo ha fatto con la consapevolezza che quello sarebbe stato l'ultimo tiro importante della sua carriera. Romano, romanista, un quarto di secolo dedicato a Roma e alla Roma. “Speravo di morire prima” è lo striscione che è diventato virale sui social. Emblema del popolo giallorosso, quando pensa al nome di Francesco Totti.

Nonostante l'alto carico emotivo del match, la Roma è riuscita a non staccare la spina e a raggiungere l'obiettivo del secondo posto. E quindi, l'accesso diretto alla Champions League. Nel Totti-day, la squadra ha dimostrato di essere tale, riuscendo a battere un buon Genoa. Senza distrazioni, senza cali di concentrazione e con un pizzico di freddezza. “La squadra ha meriti infiniti” - ha dichiarato Luciano Spalletti - “Faccio i complimenti ai giocatori che hanno portato a casa un risultato eccezionale”. Sì, perché probabilmente la festa all'Olimpico avrebbe avuto un sapore diverso senza quel secondo posto in tasca. Nonostante la Roma giallorossa era presente per il suo imperatore. Davanti al quale, anche gli obiettivi più prestigiosi vengono messi da parte. Almeno per qualche ora.

L'unica nota dolente è stato l'infortunio di Emerson Palmieri, costretto ad abbandonare il terreno di gioco per la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Stop di sei mesi per l'italo-brasiliano che sarà operato oggi dal Prof. Mariani a Villa Stuart.