Riuscire a superare il peso del nome del padre, bravi!

Cholito e Federico: quando il figlio d'arte si scrolla di dosso il cognome e brilla di luce propria

di Enrico Vitolo

Di padre in figlio, una tradizione nel calcio e del calcio. Dai mille risvolti, difficilmente decifrabili. Dalle attese della vigilia mai mantenute alle sorprese inaspettate, ma sempre con quel peso ingombrante sulle spalle lasciato senza volere da chi negli anni addietro aveva dato il là alla tradizione di famiglia. Un peso che spesso è stato troppo pesante per tanti, ma che altre volte invece li ha resi molto più forti. Forse anche del proprio padre. Se lo augurano anche Giovanni Simeone e Federico Chiesa, gli ultimi in ordine di tempo ad aver rubato la scena. A tutti, forse anche a chi non deve fare i conti con il proprio passato. Con forza ed intraprendenza. Quota 10 gol in campionato per l’attaccante del Genoa, 2 nelle ultime due partite viceversa per l’esterno della Fiorentina. Ruoli differenti e caratteristiche differenti, ma entrambi con la stessa voglia. Quella che mostrano in campo ogni volta, esattamente come facevano i loro genitori. Simeone con una freddezza innata che sfrutta sempre al meglio in area di rigore, Chiesa con quella tecnica che sembra diventata indispensabile per la viola. Qualità che hanno aperto immediatamente ad entrambi le porte che consentivano l’ingresso in serie A, mentre tutti o quasi erano dubbioso sul loro impatto tra i grandi.

Quei dubbi che molte volte hanno condizionato, che stanno condizionando tutt’oggi e che senza volere condizioneranno anche in futuro. E’ inutile negarlo. In tanti lo sanno, in tanti lo hanno appurato sulla propria pelle. Chi rispondendo presente, come nel caso di Paolo Maldini capace di fare meglio anche di papà Cesare, chi alzando bandiera bianca come i fratelli di Maradona o Jordi Cruiff. Loro solo alcuni esempi di un ricco elenco. Come dimenticare, infatti, la sostituzione tra Gudjohnsen nel 1996 in Nazionale, con il figlio che entrò al posto del papà, oppure l’incredibile cambio generazionale effettuato dai Forlan con nonno Juan Carlos Corazzo, papà Pablo e figlio Diego (tutti vincitori di una Coppa America). Destino simile anche per Marco Alonso del Chelsea, con nonno Marquitos che vinse 5 Coppe Campioni in fila con il Real Madrid e con papà Alonso Pena che invece giocò per i rivali del Barcellona e dell’Atletico.

Diversa, ma pur sempre ricca di emozioni, è stata la consegna del testimone per tanti altri protagonisti. Da Conti a Klose, da Higuain a Palacio, da Destro a Perotti, da Verona a Sorrentino, senza dimenticare Pjanic, che ha saputo fare molto meglio di papà Fahrudin, Michedlidze, con il padre che ha invece vinto una Coppa delle Coppe con la Dinamo Tiblisi, Alessandro De Vitis, Mattia Valoti, Stefano Antonelli, i fratelli Frey o i fratelli Ayew, Abate e De Rossi. Ma da qualche tempo c’è una nuova generazione che avanza a passo spedito: Enzo e Lucas Zidane, Ianis Hagi, Federico Di Francesco, Lorenzo Di Livio e Dimitri Bisoli. La tradizione continua.