Radio Sportiva, anche il CONI è attento

Radio Sportiva: giornalisti in sciopero, ascoltatori disorientati

di Marco Varini

Il mondo radiofonico, e non solo, è vicino ai colleghi di Radio Sportiva. Quello che sta accadendo a Prato è una vicenda (forse) senza precedenti. Non è la prima volta che una radio, o una TV, si trovano di fronte a scelte editoriali discutibili o problemi finanziari. Lo scorso anno, ad esempio, anche Gazzetta TV, il canale del Digitale Terrestre del gruppo RCS, ha chiuso i battenti, per presunti ascolti bassi. Ma la vicenda di Radio Sportiva è diametralmente opposta. L’emittente toscana, infatti, non solo non ha problemi di ascolti ma ne fa circa 1.000.000 al giorno. Una cifra impensabile, probabilmente, per le stesse persone facenti parte della redazione. Con un lavoro senza precedenti Radio Sportiva è diventata, ed è tutt’ora, un fiore all’occhiello nell’informazione sportiva.

Tutto inizia con un’ispezione, nei mesi scorsi, dell’Inpgi (l’ente di previdenza dei giornalisti) che certifica varie anomalie nei rapporti di lavoro. Ma la scintilla scatta con il licenziamento-allontanamento di Dario Ronzulli, uno dei giornalisti di punta in turno sette giorni su sette. Da qui la decisione dei giornalisti di iniziare lo sciopero. Il braccio di ferro con l’editore, Loriano Bessi, va avanti da mesi. Il documento sindacale non lascia spazio ad interpretazioni: «I redattori di Radio sportiva hanno portato avanti, d’intesa con il sindacato, le legittime richieste di regolarizzazione dei rapporti di lavoro a cui la proprietà, a fronte di una presunta disponibilità iniziale, non ha dato seguito nemmeno dopo l’ispezione dell’Inpgi. Al contrario è continuato il cronico e sistematico ritardo nei pagamenti, fino ad arrivare al recente diniego da parte dell’azienda a corrispondere le mensilità da settembre in poi, mettendo in discussione anche i diritti già acquisiti e intimando l’accettazione di nuove condizioni unilaterali e retroattive».

Nei mesi scorsi c’era stato anche un tentativo di censurare la protesta dei giornalisti. Un comunicato postato da Dario Ronzulli era stato rimosso dal web, con una successiva modifica alle password degli account. Le trasmissioni, tra repliche e sostituzioni, stanno continuando, ma la situazione è irreale. La vicenda è seguita con attenzione da tutti. Messaggi di solidarietà sono arrivati dal presidente del Coni, Giovanni Malagò, dal presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani, dal gruppo della Lega Nord in Regione e da quello del Pd in Palazzo Vecchio. Curioso come tutto questa accada a Prato, in Toscana, la terra dell’ex Presidente del Consiglio, Matteo Renzi.