Quando i tifosi si sentono onnipotenti e vogliono decidere sul posto di lavoro di una persona

Da Bargiggia a Pistocchi, ancora e sempre Mediaset nel mirino

di Beatrice Sarti

Non mi piacciono i tuoi commenti e per questo devi stare a casa, senza stipendio e senza lavoro. Non solo, congedato per sempre con disonore dal tuo ordine professionale. E' violento e mirato il senso di una petizione scatenata contro il giornalista Maurizio Pistocchi e depositata sotto gli occhi del gruppo Mediaset e dell'Ordine dei Giornalisti. I colori della tifoseria che ha scatenato tutto questo, sono secondari. Il fatto è grave e di costume, non riconducibile al calcio e ad una squadra in particolare. Una sola domanda: che cosa accadrebbe a ciascuno dei firmatari della petizione, se nella loro vita professionale accadesse l'inverso. E cioè se un giornalista, Pistocchi o chiunque altro, decidesse di occuparsi del lavoro di uno di loro o di più persone fra loro ed emergessero aspetti critici e si chiedesse alla loro azienda di licenziarli, lorsignori come reagirebbero? E, soprattutto, le loro famiglie? Ci si rende conto dell'ambito strettamente personale e familiare, che si vìola in questi casi? La foglia di fico, l'alibi del personaggio pubblico non regge. Di fronte all'importanza e alla sacralità di un posto di lavoro, tutte le persone sono uguali, note e meno note. Qualcosa di simile era accaduto, sempre a Mediaset, a Paolo Bargiggia messo pubblicamente sotto attacco un anno fa dal Napoli e dal suo presidente. Mediaset reagì con un duro comunicato, prendendo le difese del proprio giornalista che poi trovò fondamento e gratificazione professionali nell'effettiva cessione di Higuain alla Juventus. Ora Pistocchi. Nulla di ufficiale nella petizione online, nulla di riconducibile alla Juventus. Mentre è esplosa la solidarietà del web, manca a livello formale quella di Mediaset. Anche se per la verità, Bargiggia aveva sotenuto le proprie tesi nell'esercizio della propria attività professionale proprio sulle reti Mediaset, mentre la vicenda Pistocchi si è sviluppata autonomamente e in forma personale sui social. Quella sarebbe stata la sede, appropriata e pertinente, della "petizione". Mi sono sentito ferito da te su twitter e chiedo a twitter di cancellarti, di sospenderti, di infliggerti una qualche sanzione. E invece no, la "petizione" ha voluto colpire sul vivo il giornalista, ha voluto "andare a prenderlo a casa". Questo è quello che abbiamo sotto gli occhi ed è questo che dobbiamo commentare.

I fatti. E' evidente che il rapporto tra Maurizio Pistocchi, giornalista della redazione sportiva Mediaset, e i tifosi della Juventus sembra ormai deteriorato. Gli ultimi eventi infatti hanno peggiorato ulteriormente la situazione mai troppo rosea tra le due parti in causa. All’origine della discussione un tweet del giornalista romagnolo, in cui accompagna la foto dell’abbraccio tra Buffon e l’arbitro Tagliavento con una didascalia diretta e pungente: “Forse staranno parlando del gol di Muntari ”. I tifosi bianconeri, da sempre stuzzicati su quella ormai celebre partita, non hanno preso affatto bene la battuta del giornalista romagnolo, definito fazioso e irriverente, tanto che un gruppo di essi ha indetto una petizione online dove si chiede non solo il licenziamento di Pistocchi ma anche la sua radiazione dall’Ordine dei Giornalisti. “Gentile Mediaset ed ODG (Ordine dei Giornalisti) sono anni che, colui che è ritenuto (o si ritiene) un giornalista/opinionista, imperversa con deliranti ipotesi di oscuri complotti da parte della Juventus. Noi tifosi juventini (e non solo, vista la querela che si è beccato dall'Empoli) siamo stanchi di subire offese gratuite, generalizzazioni banali e opinioni che nulla hanno a che vedere con il giornalismo e con la neutralità che un opinionista dovrebbe avere, soprattutto in un’emittente di rilievo come Mediaset“ queste le dure parole dei tifosi ma non solo, la parola terrorismo mediatico infatti caratterizza la restante parte del comunicato. Un’accusa pesante, senza paracadute e senza freni.

Pistocchi non ci pensa due volte quando c’è da criticare la capolista della Serie A infatti, ma del resto il suo lavoro lo porta anche a questo. Le frequenti critiche hanno fomentato sempre di più una situazione caratterizza da una tensione crescente, di recente infatti le critiche sul nuovo logo bianconero e sulla mancata espulsione di Allegri a Firenze (critiche su cui si può essere più o meno d'accordo) sono state l’antecedente di questa definitiva rottura tra il giornalista Mediaset e la tifoseria di Torino. Non è la prima volta certo che nascono malumori specifici tra chi commenta il nostro calcio e i sostenitori di un Club, come in ogni discussione le parti si dovranno venire incontro a vicenda, certo però è anche un’altra cosa: perdere il lavoro per aver espresso in maniera colorita la propria opinione in un mondo in cui sui social le forzature, le diffamazioni e le calunnie delle persone verso altre persone sono la routine, è assolutamente ipocrita.