Milan, la scintilla di Verona è già fioca fioca...

Gli unici bagliori del Milan li firma Suso: rossoneri, cosa fare per essere meno scialbi

di Enrico Vitolo

Verrebbe quasi da dire, si stava meglio quando si stava peggio. Il paradosso può sembrare indubbiamente clamoroso, tenendo conto di tutto quello che è accaduto nel corso dell’ultima estate e delle sofferenze vissute nelle recenti stagioni, ma oggi il presente è semplicemente spietato con il Milan. Per di più in modo inaspettato. Non solo in Italia, ma ormai anche in Europa. Ma intanto il tempo passa e le cose non sembrano migliorare. La verità, almeno per il momento, è questa. Definirlo un pianto greco dopo l’inaspettata prestazione di Atene, scialba e priva di reali contenuti, è certamente facile ed anche semplicistico, ma la svolta continua a non arrivare. Neppure contro avversari dalla caratura inferiore. La scintilla di Verona si è spenta subito. Immediatamente. A poco è servito il calcio bello e propositivo mostrato a tratti con Roma e Inter e per tutti i novanta minuti contro il Chievo, prima e dopo queste (poche) partite c’è stato tanto altro. Ci sono state soprattutto tante sconfitte, vero alcune immeritate, e tanti errori, molte volte grossolani e preoccupanti. Da parte di tutti, nessuno escluso. O quasi. Errori di superficialità, di concentrazione, di attenzione. In parole povere quei dettagli che fanno diventare una squadra normale una grande squadra, o quantomeno una che possa assomigliargli in molti aspetti.

Poi è arrivato anche il nuovo giovedì targato Europa League che non ha fatto altro che mettere in mostra tutti i problemi del Milan. Reparti lunghi, disimpegni sbagliati in modo grossolano, spirito non propositivo. In parole povere non si è vista quella voglia di rivalsa che il popolo rossonero attendeva e continua ad attendere. Di fatto il pari contro l’Aek Atene è sembrata quasi una sconfitta. La prestazione tutt’altro che convincente, (se non si accende Suso si resta al buio), ha preso inevitabilmente il sopravvento sul pensiero costante che Vincenzo Montella sta cercando di trasmettere a tutti: “La strada è quella giusta, stiamo crescendo”. Una tesi, però, che il campo sta iniziando a smentire quasi costantemente. Ma oltre al gioco che latita e ai risultati che tardano ad arrivare, ci sono anche i numeri ad “affondare” il pensiero del tecnico artefice del miracolo della scorsa stagione. Numeri impietosi. Legati sia alla difesa che all’attacco, proprio per non farsi mancare nulla: sono state addirittura 14 le conclusioni concesse ieri sera ai greci, in questa prima parte di stagione meglio aveva fatto solo l’Inter nel derby con 15 tentativi, 1 solo tiri e nessun pallone giocato nell’area area di rigore avversaria invece è stata la media nei primi quarantacinque minuti della sfida di giovedì. Poco, troppo poco. Ed intanto gli alibi stanno iniziando a finire, per tutti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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