Milan, gli Scappati di casa sono tornati in Europa

Cassano senza filtri: smentito dagli "Scappati di casa"

di Franco Ordine

Antonio Cassano è il re dei talenti sprecati. Avrebbe potuto trasformare la sua casa in un museo pieno di trofei e invece potrà raccontare, ai due figlioli e agli amici davanti a un piatto di orecchiette fatte cucinate dalla mamma, solo rimorsi e rimpianti. Negli ultimi mesi è rimasto fermo al palo dopo aver litigato con la Samp di Ferrero. Nessuno l’ha cercato a gennaio e questo, in un calcio come il nostro povero di talenti e con Totti che resta sulla cresta dell’onda a 40 anni, è un paradosso. Ma così va la vita quando si è stati come Antonio, capace di dissipare una ricchezza incredibile. Col Milan Cassano ha vinto uno scudetto made in Allegri ed è rinato la seconda volta perché il medico Rudy Tavana gli ha salvato la vita scoprendogli in tempo utile la malformazione cardiaca che lo avrebbe portato a morte sicura.

Eppure Antonio, spirito ribelle e poco incline alla riconoscenza, dal Milan si è allontanato con malanimo. Ha criticato Galliani perché non gli rinnovò il contratto e passando all’Inter confidò d’essere arrivato finalmente a casa, salvo poi a restarne fuori per ordine di Mazzarri che ne aveva conosciuto a Genova gli estrei discutibili. Di recente sempre Cassano ha firmato giudizi feroci sul conto dell’ultimo Milan. Ha detto: “Sono degli scappati di casa”. Ecco: gli scappati di casa si sono qualificati per l’Europa League.