La morale dell'ultimo derby dell'anno si chiama Cutrone

Una soddisfazione non è ancora una svolta, è il messaggio che il derby porta dritto al cuore del Milan

di Valentino Cesarini

Gattuso alla vigilia lo aveva paragonato alla finale mondiale. Il derby di Coppa Italia, entrato nella storia per essere stato il primo ad arrivare ai supplementari, se lo aggiudica il Milan con il punteggio di 1 a 0. A decidere il match la rete di Patrick Cutrone al 104’ su assist di Suso. Un Milan che vola in semifinale di Coppa Italia, dove affronterà la Lazio, favorita sulla carta e che avrà il vantaggio di giocare il ritorno in casa. Ma ora lasciate sorridere e festeggiare in tranquillità i tantissimi tifosi rossoneri, che negli ultimi anni hanno assaporato più dolori che gioie. Un derby che valeva moltissimo per entrambe le squadre. Milan e Inter arrivavano all’appuntamento dopo due sconfitte consecutive in campionato: non accadeva da maggio (2 maggio Bari-Inter 2-1 e Milan-Lucchese 1-2 e il 6 maggio Inter-Torino 0-1 e Juventus-Milan 2-1). Entrambi i tecnici volevano vincere per riscattarsi e per far felici i tifosi. Ci é riuscito Gattuso, che per tutti e 120’ i minuti del match sembrava essere il dodicesimo uomo in campo dei rossoneri. E pensare che la serata era iniziata male per il Milan. Gianluigi Donnarumma nel pomeriggio veniva escluso dalla lista dei convocati per un problema fisico e al suo posto era pronto Storari. Ma, nel riscaldamento, l’ex portiere del Cagliari si fa male e Gattuso é costretto a gettare nella mischia Antonio Donnarumma, fratello maggiore di Gigio, alla sua prima gara ufficiale con la maglia del Milan.

Buona la prova del portiere con la maglia numero 90, che dopo una clamorosa autorete fortunatamente annullata con la VAR per una posizione irregolare di Ranocchia, si é riscattato nella ripresa sulla conclusione ravvicinata di Joao Mario. Antonio Donnarumma non vale il milione di euro di stipendio che percepisce, ma ieri sera, nonostante l’emozione della prima volta, ha risposto benissimo alle critiche che gli erano arrivate nei giorni scorsi. E se Donnarumma é stato bravo a salvare su Joao Mario, Patrick Cutrone é stato l’eroe della serata. Il suo ingresso, al posto di Kalinic (uscito in stampelle da San Siro dopo una brutta entrata di Skriniar), é stato decisivo. Non solo per il bel goal su assist di Suso, ma soprattutto per la voglia e la grinta che ha messo in campo il numero 63. Da applausi un suo recupero in scivolata, per evitare di regalare una rimessa laterale all’Inter da posizione pericolosa, proprio negli ultimi istanti di gioco. Cutrone é un attaccante che ha fame, voglia di arrivare e ha l’istinto del bomber. Nove i goal stagionali per l’attaccante rossonero, che spera di conquistare definitivamente una maglia da titolare a scapito di Silva e Kalinic. Se continuerà su questa strada, Cutrone potrebbe essere l’attaccante della Nazionale e del Milan per i prossimi quindici anni.

Difficile bocciare qualcuno: tutti hanno lottato, tutti hanno giocato per regalare una gioia ai tifosi. Fa arrabbiare vedere gli stessi giocatori che dieci giorni prima a Verona o sabato con l’Atalanta (mettiamoci anche la gara di Benevento) sembravano scendere in campo solamente perché obbligati e senza grinta e cattiveria. Gattuso, che non é certo Conte o Guardiola, e che ha moltissimi limiti tecnici e tattici, deve saper tira fuori da ogni giocatore la sua grinta, la sua “garra” e la sua voglia di vincere le partite.

Il successo sull’Inter non vuol dire che il Milan é uscito dalla crisi, anzi. I rossoneri devono lavorare tantissimo e migliorare in moltissime situazioni. Già dopodomani a Firenze ci si aspetta un Milan sulla falsa riga di quello di ieri, altrimenti la vittoria di coppa sarebbe solamente un episodio. Una considerazione. Visto che il quarto posto in campionato (vale la qualificazione in Champions League) é virtualmente sfumato, Gattuso e i ragazzi devono provare a fare più strada sia in Coppa Italia che in Europa League, con il campionato che va cercato di chiudere almeno fra le prime sette posizioni (che vale un posto in Europa). Non una missione impossibile, ma questo Milan non può perdere più terreno e non può più fare figure come quelle contro Benevento e Veron

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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