In Finale di Coppa Italia il pragmatismo di Allegri e Inzaghi, fuori le idee di Sarri e Spalletti

Allegri e Inzaghi in finale, la tattica prima dello spettacolo - Sarri e Spalletti invece…

di Marco Rizzo

Lazio e Juventus. Ad andare avanti, in Coppa Italia, come in Campionato, sono le squadre di Inzaghi e Allegri. La sorprendente nuova leva e l’esperto e scafato allenatore pluriscudettato. Si somigliano molto i due tecnici. Tattica prima di tutto. Se si può giocare bene, meglio, ma conta il risultato. Le due semifinali di Coppa Italia hanno per una volta ancora, hanno fatto vincere la sana speculazione allo spettacolo. La Roma di Spalletti e il Napoli di Sarri. Forse la miglior espressione italiana del bel calcio. Ma la sostanza? La Roma è stata eliminata per supponenza dal Porto in estate nel playoff Champions. Ha sottovalutato il Lione in Europa League ed ha sofferto i tatticismi della Lazio in Coppa Italia. Obiettivi, questi, che poteva assolutamente centrare in estate. Juventus e Lazio non giocano certo bene. Certo, hanno due organici ben diversi, ma entrambe sanno adattarsi all’avversario che affrontano. Ne studiano le mosse e si adattano. Che siano il Crotone o il Barcellona.

Cosa che fa meno Sarri, che ha messo sotto la Juventus negli scontri diretti, ma ne è uscito con le ossa rotte praticamente sempre. Ha messo sotto il Real Madrid all’andata e al ritorno, prendendo però 6 gol. Ha messo sotto praticamente tutti, ma chiuderà la stagione senza vittorie, senza soddisfazioni, se non probabilmente un piazzamento Champions, quasi dovuto data la rosa. Lo step verso il pragmatismo. E’ questo, forse, che separa Sarri e Spalletti, il Napoli e la Roma, dall’arrivare ai risultati veri, quelli tangibili.