Coltello e manico, Donnarumma, il verso è cambiato

Sai cosa c'è di nuovo Raiola? Che non siamo più nel mese di Giugno...

di Max Bambara

Il verso del coltello adesso è cambiato. Sembra strano dirlo, anche perché quasi nessuno lo ha rilevato, ma la situazione Donnarumma in casa Milan è completamente diversa rispetto all’estate scorsa ed è questo l’aspetto da rimarcare in maniera molto chiara e cristallina. O, quantomeno, lo sarebbe. Ad inizio giugno infatti, Fassone e Mirabelli si sono trovati sul tavolo una matassa molto difficile da sbrogliare. Il contratto del portiere rossonero aveva ancora 12 mesi di validità e Mino Raiola, il suo agente, aveva rinviato qualsiasi discorso inerente il rinnovo. Il noto procuratore preferiva nascondersi dietro frasi interlocutorie (“non c’è fretta”, “aspettiamo gli acquisti”), ma il suo reale obiettivo era rimandare il discorso almeno fino a febbraio quando, a quel punto, il giocatore sarebbe stato libero di accordarsi con qualsiasi club essendo entrato nell’ultimo semestre contrattuale. La situazione quindi era assolutamente sbilanciata a favore di Raiola che voleva condurre un gioco simile a quello che fece con Pogba quando lo portò via da Manchester nel 2012. All’epoca si trovò davanti un Ferguson che, pur di non scendere a patti (commissioni maxi) con lui, preferì veder andare il giocatore verso altri lidi. Qui poteva riproporsi il medesimo schema. Ed invece no. Perché da inizio giugno al fatidico 11 luglio, Fassone e Mirabelli hanno condotto un pressing a tutto campo sul portiere e sulla sua famiglia. L’amministratore delegato rossonero ha scelto un terreno di scontro pubblico, dichiarando a metà giugno che Donnarumma non avrebbe rinnovato al fine di mettere Raiola ed il suo assistito dinanzi al fatto compiuto di un club che accettava il braccio di ferro.

Probabilmente Raiola non si aspettava tanto solerzia e tanto coraggio. Oggi quel contratto firmato a luglio ha un valore inestimabile. Vale quasi cento milioni di euro, ossia il valore di mercato che il portiere potrebbe arrivare a raggiungere fra pochi mesi. Il coltello ha cambiato verso. Dalla possibilità a di perdere il giocatore a parametro zero ad un possibile incasso record la differenza che corre è sostanziale per il Milan. Nessuno però che abbia rimarcato questo eccellente lavoro diplomatico e mediatico di un club italiano che ha provato a trattenere in Italia ed a tutelare sotto tutti i punti di vista uno dei migliori prodotti del calcio del 2000. Semmai, gli avvelenatori dei pozzi in servizio permanente ed effettivo sul piccolo schermo e sulla carta stampata hanno preferito soprassedere. Forse così è più comodo. Certamente è meno onesto sul piano intellettuale. Un’informazione che non riesce a cogliere o che non vuol cogliere l’elemento differenziale di un tema che si ripropone, perde credito agli occhi di chi legge e di chi ascolta. Attorno a questo caso il clima generale non è buono e rimane mischiato in quel mare torbido nel quale lo sport appare centrare poco. E’ cambiata un’unica cosa, una firma. In tanti presto dovranno prendere atto di quell’autografo..

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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